«Troppo pochi gli iscritti al ballo». Debuttanti, addio dopo 30 anni
Casnate con Bernate La magia si interrompe: le adesioni non consentono di organizzare l’evento. «E noi organizzatrici siamo troppo anziane. Peccato, era una rito sociale»
Il sogno di danzare in abito da sera, accompagnate da un elegante cavaliere, non fa più parte delle nuove generazioni e così alla vigilia della trentunesima edizione il “Ballo delle debuttanti e dei debuttanti” alza bandiera bianca.
Il 6 giugno, data prevista per l’evento, la suggestiva scalinata della villa comunale non vedrà più scendere emozionati neomaggiorenni. A inizio gennaio, data di chiusura delle iscrizioni, avevano risposto meno di dodici e in maggioranza nemmeno residenti a Casnate con Bernate.
Futuro a rischio
Purtroppo a nulla è valso far slittare il termine a fine febbraio. Nulla è cambiato: non si sono aggiunte ulteriori iscrizioni. Questo non soltanto rende impossibile l’edizione di quest’anno, ma mette addirittura a rischio il futuro dell’evento. Lo dice schiettamente Elena Camporini in Cassina, presidente Casnatese Sport 2000, organizzatrice del ballo.
Ottantacinque primavere alle spalle, ma non si direbbe proprio, una grinta che farebbe invidia alle diciottenni, Elena dichiara con amarezza la fine di una bellissima avventura e dice la sua sul perché le nuove generazioni non amino un evento paradossalmente pensato per loro.
«Sappiamo benissimo che i diciottenni hanno altri obiettivi, distrazioni – ammette – Peccato non si rendano conto che questa era un’occasione particolare». Elena evidenzia che il ballo non è solo un ballo. «Non è come andare in discoteca – spiega – È un momento speciale, ci si sente parte della nostra piccola comunità, della nostra tradizione. Per carità qualcuno la può anche interpretare come un’occasione frivola, a volte persino patinata, ma l’idea è: facciamo debuttare i nostri ragazzi in società, per poi proiettarli verso il mondo, verso il diventare grandi». Purtroppo le nuove generazioni forse non sentono l’appartenenza alla comunità e non vivono nemmeno il ballo come un punto di partenza. «Di questo siamo rammaricati – continua Elena – Si perdono l’occasione di interagire col paese, aprirsi al territorio, ma anche divertirsi e godersi dei momenti unici».
Momenti indimenticabili
Elena li definisce addirittura indimenticabili. «Certamente e non esagero affatto – continua Camporini – Mi capita spesso d’incontrare in paese alcuni ragazzi, oggi naturalmente adulti, che avevano partecipato al ballo delle debuttanti. Mi offrono il caffè e mi dicono “ho dei bei ricordi, eravamo davvero fighissimi!”». Purtroppo quest’anno nemmeno in dodici hanno avuto la tentazione di provare un’emozione “fighissima”. «Credo che il tempo del “Ballo delle debuttanti e dei debuttanti” sia finito – conclude Elena – Ho 85 anni, la mia “socia” Rosella Coti quasi 80, la storica fondatrice Tina Seveso 93, vedo difficile andare avanti. Si fosse interessato almeno un genitore, per spronare i ragazzi. Purtroppo non è andata così e credo proprio non ci sarà mai la trentunesima edizione».
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