Truffa tecnologica al telefono. Le portano via 30mila euro

Montano Lucino Donna di 67 anni vittima di falsi poliziotti della Questura. È stata convinta a fare un bonifico per recuperare un’altra somma di denaro

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Montano Lucino

L’sms truffa colpisce una signora di 67 anni residente a Montano Lucino: dopo essere stata raggirata telefonicamente, si è recata nella filiale della sua banca e ha disposto un bonifico da 29.800 euro.

Sono numerosissimi i tentativi di truffa ai danni di anziani e non solo, il sistema è sempre quello di un sms che arriva da N.E.X.I. o da n.e.x.i. Dietro però non c’è l’istituto che gestisce i pagamenti digitali (Nexi) bensì truffatori senza scrupoli.

Ieri mattina verso le 8.30 una vedova che abita da sola ha ricevuto l’sms in cui N.E.X.I. la informava di una richiesta di autorizzazione al pagamento di 973,25 euro. «Se non ha effettuato lei l’operazione, contatti il servizio clienti» e veniva riportato un numero di cellulare.

Il contatto

La signora ha contattato il numero e da lì è iniziata una mattina infernale. Partendo dai 973,25 euro evidenziati nell’sms il truffatore è riuscito a convincere la signora che non era l’unico pagamento autorizzato e che l’importo totale che le era stato sottratto nel tempo ammontava a ben 29.800 euro.

I truffatori hanno tenuto al telefono la signora dalle 8.30 alle 13 circa. E quando cadeva la linea la richiamavano. Non solo: la telefonata appariva proveniente addirittura dalla Questura di Como.

Tutto falso. Falso ovviamente il pagamento autorizzato. Falso il poliziotto che nel profilo telefonico appare con la divisa con tanto di berretto a visiera e auto della Polizia. Falso anche l’appuntamento che era stato dato alla signora a casa sua alle 13.30, quando il poliziotto e il direttore della filiale della banca avrebbero dovuto portarle una Postepay caricata con tutto quello che le avevano sottratto.

L’importante, era stato detto alla vittima, era fare il bonifico di 29.800 euro su una Postepay, in questo caso vera, collegata ad un Iban realmente esistente.

«Non faccia un bonifico istantaneo, ma urgente» è stato raccomandato alla signora che non sapeva che sulla Postepay non si possono fare bonifici istantanei, né bonifici superiori ai 30 mila euro (per questo la richiesta dei truffatori è stata di 29.800 euro).

La donna è andata nella filiale della sua banca e, nonostante le titubanze del cassiere, ha disposto il bonifico, facendo come le aveva detto il finto poliziotto, inserendo come causale “motivi familiari”.

Per tutto il periodo i truffatori hanno tenuto la vedova agganciata alla telefonata, in modo che non potesse chiamare la figlia. Alla fine le hanno anche detto di inviare un messaggio proprio alla figlia rassicurandola che era tutto a posto.

I veri carabinieri

La malcapitata dopo essere rientrata a casa, temendo di essere sola all’arrivo del finto poliziotto e del finto direttore di banca, ha avvertito un vicino di casa chiedendo di chiamare i carabinieri. I veri carabinieri della caserma di Fino Mornasco sono accorsi ed hanno capito il raggiro, avvertendo la figlia e facendo scattare denuncia, ma ormai il bonifico di 29.800 euro era stato disposto.

«L’ho cercata per tutta la mattina – dice la figlia – poi mi era arrivato quel messaggio rassicurante. Credo che abbiano delle tecniche che ipnotizzano le persone, mia mamma sa che non si deve dar retta a quei messaggi. Eppure lo ha fatto, non sappiamo perché, ma le hanno portato via i risparmi di una vita».

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