(Foto di Orgoglio comasco)
Cernobbio. Ignorati i cartelli di divieto scritti anche in inglese, ma è una pratica rischiosa. In un’ottica di prevenzione, via ai presidi dei militari dell’Arma con Guardia costiere e vigili
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Contro questo caldo che non accenna ad allentare la presa, uno dei rimedi pratici è quello di un tuffo rinfrescante nel lago.
Peccato che in Riva a Cernobbio (come documenta anche la foto pubblicata sulla pagina Instagram “Orgoglio Comasco”) questi tuffi avvengano anche dal pontile fisso in cui è ben evidente il “divieto di balneazione”, riportato a scanso di equivoci sia in italiano che in inglese.
Peraltro alla struttura è legato anche un pericolo dovuto «alla pavimentazione scivolosa».
In realtà chi si tuffa (sul modello di quanto avviene ormai da inizio estate, con numeri decisamente più robusti e con annesse sanzioni da 120 euro, al Ponte della Civera a Nesso) sembra non tenere in alcun conto i cartelli di divieto.
Anzi, oltre alla parte in legno della struttura fissa i lanci in acqua vengono effettuati anche dai supporti esterni al pontile.
Il fenomeno fa discutere, e non solo sui social. E qualcuno, con un pizzico di rammarico per i cosiddetti bei tempi andati, osserva che ormai «non c’è angolo di lago, con o senza divieti, occupato dai bagnanti».
Il pannello installato dal Comune di Cernobbio fa riferimento diretto all’ordinanza dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori che dal 20 febbraio scorso ha introdotto nuove norme «in materia di utilizzo dei pontili pubblici, balneazione e impiego dei natanti minori, valide in tutti gli ambiti lacuali di competenza».
In particolare nel provvedimento a firma del direttore dell’Autorità di Bacino Franco Binaghi viene specificato che «l’accesso ai pontili pubblici di ormeggio e carico-scarico è consentito unicamente alle persone interessate dalle operazioni di imbarco/sbarco e/o ormeggio delle unità di navigazione per lo stretto tempo necessario al loro transito dall’unità di navigazione alla terraferma e viceversa».
In base a questo provvedimento, dunque, i pontili e le strutture pubbliche non possono essere utilizzate come trampolini.
Il tema sensibile è sempre quello dei controlli. In questo contesto, già da inizio estate i carabinieri della stazione di Cernobbio hanno presidiato le aree a lago attivando una proficua collaborazione con la Guardia costiera.
È chiaro che il presidio non può permanere nell’arco dell’intera giornata, ma la presenza dei militari dell’Arma rappresenta comunque un deterrente.
Controlli che - date le previsioni che indicano bel tempo e temperature sopra i 30 gradi anche per l’inizio di settembre - proseguiranno anche nei prossimi giorni. Anche la polizia locale è parte in causa in queste verifiche.
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