Un altro “no” alla scuola di Socco: il consiglio comunale conferma la chiusura

Fino Mornasco Il sindaco: «Gli alunni devono studiare negli spazi migliori». Il Comitato non ci sta: «Dov’è il dialogo promesso dall’Amministrazione?»

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Fino Mornasco

A Fino Mornasco, nel consiglio comunale fiume di giovedì (tre ore di intenso dibattito) non passa la mozione di Fino Futura finalizzata a impegnare l’amministrazione comunale a cercare finanziamenti per la messa a norma dell’elementare “Gianni Rodari” di Socco e l’attivazione della classe prima nell’annata scolastica 2026/2027.

Ricordiamo che a settembre sarà costituita un’unica prima a Valle Mulini con undici iscritti di Socco e tre di Andrate-Valle Mulini.

Le motivazioni

Il “no” alla mozione è arrivato dal solo gruppo di maggioranza, “Progetto per Fino”, motivato in particolare dal sindaco Roberto Fornasiero, dalla vicesindaca Valeria Bianco e dal capogruppo di Progetto Marco D’Amico.

«La dismissione della Rodari non parte da questioni economiche, ma è la presa d’atto del calo d’iscritti derivante dalla denatalità – ha dichiarato in aula D’Amico – Sul tema dei bandi, scritto nella mozione, alcuni sono già scaduti o non sono più disponibili come il Pnrr. Non bisogna prendere in giro persone, ci vuole onestà intellettuale».

Il sindaco ha poi ribadito come il plesso di Socco risalga agli anni Settanta: da qui la scelta di puntare su Valle Mulini.

«Bisogna prediligere il progetto didattico educativo – ha sottolineato Fornasiero - Questi bambini si portano nella scuola che garantisce gli spazi migliori».

Roberto Discalzo, tornato capogruppo di Fino Futura, ha dichiarato come negli anni si sia investito più su Andrate-Valle Mulini che su Socco, ha evidenziato come oltre il 40 per cento dei potenziali iscritti all’annata 2026/2027 abbia scelto un Comune diverso da Fino Mornasco.

Poi a all’invito della maggioranza di portare un’alternativa alla dismissione della scuola di Socco, ha risposto: «Per noi la strada non è chiudere le scuole. A settembre formiamo un’unica prima a Socco, perché la norma dice che si crea dove c’è il maggior numero di iscritti, nel frattempo lavoriamo per tenere sul territorio i futuri alunni».

Sulla dismissione è intervenuta anche la vicesindaca, che ha spiegato come questa Amministrazione abbia preso una decisione, puntare su Valle invece di Socco, in seguito a scelte fatte in passato da altri. Al dibattito era presente un pubblico numeroso, soprattutto residenti di Socco.

«Nessuna strumentalizzazione»

Impossibilitati a parlare in aula, come prevede il regolamento del consiglio comunale, il “Comitato cittadino Rodari Socco” esprime la sua posizione il giorno dopo: «Nel corso del dibattito l’amministrazione si è detta aperta al dialogo, ma questo si scontra con la realtà dei fatti. Respingiamo poi le insinuazioni secondo cui la mobilitazione di genitori e cittadini sarebbe mossa da interessi estranei o “strumentalizzata” dalle minoranze consiliari. Le manifestazioni, gli striscioni, la petizione costituiscono l’espressione diretta, autonoma e legittima di famiglie che si attivano a tutela dei servizi educativi. Il Comitato ribadisce la propria disponibilità al dialogo, a patto che il confronto sia costruttivo e non si trasformi in un monologo».

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