Un nuovo ristorante inclusivo: l’idea della cooperativa “Capolavoro” con il Comune
San Fermo Apre “Il Bosco” in Spina Verde, gestito dai ragazzi con fragilità. «Qui si fa integrazione». In arrivo anche un altro locale e un’azienda agricola
Lettura 1 min.San Fermo Della Battaglia
Il ristorante Il Bosco, appena aperto in Spina Verde, località Colombirolino, accanto la bella chiesetta di San Rocco, è il primo ristorante comunale gestito dalla cooperativa Capolavoro che impiega ragazzi e ragazze con fragilità in un progetto, unico in Italia, perché voluto e guidato da un Comune di 7.800 abitanti che prevede entro un anno l’apertura di un altro ristorante in zona scuole, e un’azienda agricola che fornisce i prodotti da coltivazioni di terreni in paese.
I protagonisti
Alessandro, Alessio, Federica, Daniele, Halima accolgono i clienti e si occupano della sala, in cucina la chef Michela Valenzisi, 27 anni, guida il lavoro di Luis, Marco, Marco Cri , Denis e Filiberto. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno l’anno scorso ha fatto un percorso di formazione di 400 ore di studio e pratica promosso dal Comune, IAL di Como e Azienda Sociale. Il ristorante inclusivo immerso nel verde della Spina Verde, da cui l’occhio spazia fino allo skyline di Milano, oggi è realtà.
Il bosco è stato ispiratore della struttura costata al Comune 1 milione e centomila euro, tutto molto particolare, anche gli interni, il legno massello fa da padrone sui tavoli, quadrati, rettangolari e rotondi e c’è anche il tavolone dell’amicizia, quello in cui siedi se vuoi fare gruppo con gli altri, in fondo mangiare è un atto di socialità e relazione.
Tutto nuovo, luminoso, nei piatti preparati c’è la bontà dei prodotti a km zero cucinati con una passione che va oltre la normalità: «C’è una cucina da re – dice Michela Valenzisi, diverse esperienze all’estero ed a Pamplona prima di arrivare a Il Bosco – è una cucina dei sogni questa e una squadra di ragazze e ragazze molto capaci, sanno tantissime cose e chiedono tantissime cose, è bello così».
Ravioli e tagliatelle fatte in casa, pesto, panzanella, focaccia, carni selezionate e preparate con attenzione, la crostata con la marmellata alle fragole e le scorzette di limone, pietanze buone e un’attenzione particolare alle intolleranze alimentari, oltre che una nutrita quota rosa, sono le cifre iniziali di questo nuovo ristorante da 90 posti con uno spazio esterno invidiabile ed interni con scelte cromatiche che rilassano e ristorano.
Gli obiettivi
«La diversità è un valore aggiunto per tutta un’intera comunità – ha detto il sindaco Pierluigi Mascetti, ideatore del progetto Capolavoro – qui si fa davvero integrazione, siamo contenti che l’intero Comune dia pari dignità a tutti, dignità che viene proprio dall’occupazione lavorativa».
Nell’equipe de Il Bosco su 10 lavoratori 7 hanno una fragilità, ma i sorrisi di chi è in sala e tutto il contesto parlano solo di bellezza, bontà e verità. L’obiettivo era quello di aprire per la bella stagione, come aveva annunciato Giampaolo Folcio, presidente della cooperativa Capolavoro, e così è stato. Il ristorante è aperto, la prenotazione è obbligatoria, basta chiamare lo 031.3735638.
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