Vivere da 23 anni con una gru sulla testa: «Temiamo che crolli da un momento all’altro»
Il cantiere è chiuso da molto tempo e gli strumenti sono stati abbandonati. Ma adesso il Comune di Fino Mornasco farà demolire la gru
Lettura 1 min.Fino Mornasco
Vivere perennemente con la paura che una gru da cantiere alta oltre 20 metri crolli sulla propria casa. È la sensazione che prova Rosalba Larosa, residente a Andrate di Fino Mornasco, molto conosciuta per essere volontaria della società “2004 Andratese” ed ex consigliera comunale. La gru che le dà tanti pensieri è abbandonata in via Aspromonte da 23 anni. Rosalba abita sulla confinante via Calabria.
Il cantiere dove si trova la gru, è chiuso da tempo e la “torre” oggi è pericolosamente pendente. «Quando tira vento forte, la situazione peggiora – racconta Rosalba – La gru si muove. Temiamo che crolli da un momento all’altro». Le preoccupazioni le ha riportate puntualmente in diverse e-mail, inviate al Comune di Fino Mornasco tra il settembre dello scorso anno e aprile, ribadendo ogni volta al sindaco e all’Ufficio Tecnico comunale che la situazione continua a peggiorare. Il disagio che vive Rosalba però potrebbe finalmente giungere al termine.
«Abbiamo appaltato il lavoro per lo smantellamento della gru a una dita specializzata, dopo che l’impresa proprietaria del cantiere non ha rispettato l’ordinanza – spiega il sindaco, Roberto Fornasiero – Chiederemo il rimborso del costo dell’intervento. L’Ufficio Tecnico sta organizzando il lavoro e ha chiesto il permesso ai vicini per accedere all’area ed effettuare lo smantellamento».
In merito la giunta comunale si è espressa in una delibera, datata primo aprile, in cui si ripercorrono i fatti. Viene anche citato un rapporto di Ats Insubria (Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria) acquisito al protocollo comunale il 18 novembre del 2025, in cui è stato evidenziato il cattivo stato di conservazione dell’attrezzatura e il potenziale rischio per la sicurezza pubblica. Il secondo passaggio è stato attendere i 60 giorni previsti dall’ordinanza di rimozione, giorni che sono trascorsi senza che la società abbia provveduto ad adempiere a quanto prescritto. Il 17 marzo quindi l’Ufficio Edilizia Privata ha inviato all’impresa anche una Pec, in cui l’informa dell’attivazione delle procedure per la rimozione d’ufficio dell’apparecchio di sollevamento con esecuzione in danno alla stessa.
Insomma, come dichiarato dal sindaco, il Comune ha interpellato una ditta specializzata, che in seguito a un sopralluogo ha riscontrato l’impossibilità a smontare la gru, perché ha un meccanismo bloccato (non può più ruotare) e gli spazi tra torre e copertura sono insufficienti per le operazioni di smontaggio in sicurezza. Una situazione che impone il taglio controllato della struttura con utilizzo di mezzi e personale specializzato per un costo complessivo di 10.199 euro. La società proprietaria della gru, M.G. Edil srl, non ha dato riscontro ai tentativi di essere contattata.
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