Caglio, alpini riuniti al santuario di Campoè per ricordare il beato don Carlo Gnocchi

Una storia dal territorio Una messa nel settantesimo anniversario della morte del sacerdote che condivise con le Penne Nere la tragedia della ritirata di Russia

Caglio

Il santuario della Madonna di Campoè, a Caglio, ha ospitato nei giorni scorsi una celebrazione eucaristica in memoria del beato don Carlo Gnocchi, nel settantesimo anniversario della sua morte. Alla messa hanno partecipato i gruppi alpini della provincia di Como, riuniti per rendere omaggio a una figura particolarmente significativa per il mondo delle Penne Nere.

Don Carlo Gnocchi nacque a San Colombano al Lambro il 25 ottobre 1902 e venne ordinato sacerdote nel 1925. Educatore e uomo di profonda fede, durante la Seconda guerra mondiale scelse di seguire i propri ragazzi al fronte, diventando cappellano degli alpini. Partecipò alla campagna di Grecia e Albania e successivamente alla tragica ritirata di Russia con la Divisione Tridentina, condividendo con i soldati sofferenze, freddo e sacrifici.

Rientrato dalla guerra, dedicò la propria vita all’assistenza dei bambini rimasti mutilati e degli orfani, fondando la Federazione Pro Infanzia Mutilata, da cui sarebbe nata l’attuale Fondazione Don Gnocchi. Morì a Milano il 28 febbraio 1956, a soli 53 anni. Il suo ultimo gesto fu la donazione delle cornee a due giovani non vedenti. È stato beatificato da papa Benedetto XVI il 25 ottobre 2009.

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