Fabregas: «Aquilani mio successore? Non ho mai pensato di andare via»
Como 1907 La conferenza stampa prima di Como-Sassuolo. Kean ancora indisponibile
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Sapete come si cammina sulle nuvole? Chiedetelo al Como che arriva da un 4-1 contro il Manchester United in Champions League. I cancelli del Sinigaglia, tuttavia, si riapriranno già nella giornata di domani per l’ottava giornata di Serie A contro il Sassuolo. Cesc Fàbregas, allenatore dei lariani, ha presenziato in conferenza stampa per presentare la sfida contro il Sassuolo (ore 15:00) e gli ostacoli contro un amico e collega come Alberto Aquilani: «Sono tre punti molto importanti per noi, vogliamo dare seguito a questa dinamica positiva». E sul tecnico neroverde ha subito risposto: «Conosco bene Aquilani, ci siamo conosciuti in Serie B: abbiamo parlato una volta. Ha avuto una crescita costante. A Catanzaro, con gente giovane, faceva cose molto interessanti. Sono molto contento che gli stia andando bene, il Sassuolo è una bella squadra, ben costruita».
Trevoh Chalobah, Moise Kean, Jesús Rodríguez, Assane Diao e Mattia Liberali saranno indisponibili, tuttavia, contro il Sassuolo: «È la sfida di questa stagione saper gestire tutto questo. Dobbiamo credere in tutta la rosa. Liberali ha una cosa molto piccola, domani non penso ci sarà, ma è davvero poca roba. Anche Kean non potrà esserci: potrebbe rientrare martedì, ma non posso garantirlo». Chi non ha trovato tanto spazio è Samuele Ricci, finora sempre subentrato nelle gare disputate con la maglia biancoblù indosso: «Tutti troveranno spazio. Si sta allenando a un livello alto e arriverà la sua possibilità. Di lui mi piacciono la qualità e soprattutto la mentalità che ha mostrato fin da quando è arrivato. Dal Milan al Como è sempre stato discreto, umile, sempre con il sorriso e pronto a lavorare. Questo è un atteggiamento che per me deve essere la norma. Ad alcuni ragazzi oggi viene “mangiata la testa”, invece l’occasione può sempre arrivare. Proprio come è successo con Liberali».
In seguito è arrivato un focus sul momento d’oro di Nico Paz: due gol e un assist contro il Manchester United e premio MVP in Champions League. «Devi conoscere la persona e capire che tipo di ragazzo sia. Ma Nico non è così: meno gli parli, meglio è. Ha una mentalità incredibile. Sono più di due anni che stiamo insieme e ha lanciato messaggi forti. Nico ha avuto una crescita incredibile. Magari lui è tra i primi tre difensori della squadra, anche se altri parlano d’altro. Fa la differenza la sua mentalità, anche prima di scendere in campo. Perché non lo cambio mai? Per questo».
Quanto invece al percorso in Champions League e al nono posto guadagnato con sei punti, Fàbregas ha risposto: «È molto presto. Non guardo la classifica, né in Champions né in Serie A. La guardavo più quando giocavo rispetto ad adesso. Io desidero sempre l’atmosfera che si vive qui: come la squadra gestisce il momento complicato, se alza la testa o abbassa il ritmo. Non posso dimenticarlo: stiamo creando una cultura del lavoro specifica. Stiamo provando a essere una squadra continua in tutto quello che vogliamo esprimere. So che questo si crea col tempo e noi non ne abbiamo avuto molto. Alcune volte, per me, questo è molto più importante di una vittoria».
Su Alberto Aquilani, guida tecnica del Sassuolo, invece l’allenatore del Como ha riservato solo pensieri speciali: «Alberto mi piace tantissimo come allenatore, per l’idea e per il coraggio; per come le sue squadre giocano a calcio». All’improvviso l’aneddoto su Fabio Rispoli, in prestito al Sudtirol: «L’estate scorsa mi ha chiamato per Rispoli, lo voleva tantissimo al Catanzaro. Io ero il più contento di questo: per me Fabio è un ragazzo speciale, il primo giocatore che ho avuto nella mia carriera da allenatore, e affidarlo ad Alberto mi ha dato una tranquillità assoluta». Fàbregas ha risposto anche a una domanda sul futuro, dopo che il presidente Mirwan Suwarso ha dedicato parole al miele per l’attuale tecnico del Sassuolo. Ma potrebbe essere davvero il successore del catalano di 39 anni sulla panchina del Como? «Io non ho mai pensato di andare via», ha replicato il mister dei lariani. «Se iniziassi a pensarlo, forse sarebbe la mia fine, ma non l’ho mai fatto. Per questo non ti so dire. Posso sicuramente spendere parole positive: è un tipo di gioco molto simile per idee. Adesso mi fai riflettere su questo. Auguro comunque tanta tranquillità per il suo percorso e per quello che farà».
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