Uggiate in lutto per Paolo, morto in Messico a 49 anni

L’addio Si era trasferito in Sudamerica per lavoro quando era un ragazzo. Ieri la messa in suffragio. La mamma Regina: «Mi rimane il suo amore»

Lettura 1 min.

Uggiate con Ronago

Una comunità fatta di legami che non si spezzano mai: la conferma, ieri pomeriggio, per il Rosario e la Messa in suffragio del «nostro caro Paolo», come l’ha chiamato il parroco, don Sandro Vanoli all’inizio della cerimonia.

Paolo Santini, 49 anni, è spirito libero nell’Eternità dal Primo luglio scorso: ha cessato di vivere in Messico e nella chiesa parrocchiale di Uggiate, con i familiari, si sono ritrovati i compagni d’infanzia e di scuola, gli amici dei giochi all’oratorio e tifosi come lui del Calcio Como e che con lui non si perdevano una partita, tantomeno un dopopartita e coloro che l’hanno salutato quasi 30 anni fa alla partenza per il lontano Paese dell’America Latina.

La commozione

Aveva appena terminato il servizio militare e decise di raggiungere il papà e i due fratelli che già gestivano attività a Puerto Vallarta, località turistica nello Stato di Jalisco, affacciata sull’Oceano Pacifico.

«Ma abbiamo sempre mantenuto i contatti con Paolo – afferma un coetaneo – gli piaceva sapere che cosa succedeva da noi, ricordava con noi le maestre della scuola elementare e docenti della scuola media. Naturalmente, il Como Calcio» e ieri, tra i primi ad arrivare sono stati gli amici un po’ più piccoli o un po’ più grandi che hanno continuato a considerarlo «uno di noi», nonostante il tempo passato e i 10mila chilometri di distanza.

« Posso dire una cosa sola: tutti i tuoi amici ti salutano, Paolo », si rattrista più di un amico, guardando la fotografia che sprizza vigore e vitalità.

Abbracci alla mamma, Regina, già assistente in uno studio dentistico ad Uggiate e alle due sorelle e tra i tanti, sono presenti a testimoniare solidarietà il presidente della Croce Rossa di Lurate Caccivio, Luigi Martinelli, vicino a Laura Santini, volontaria Cri e Sergio Besseghini, presidente di Agorà, vicino a Silvia, un cammino condiviso negli ideali giovanili.

I ricordi

«Mi rimane il suo amore per me», sussurra mamma Regina. «Voleva che andassi in Messico con lui, l’anno scorso – rievoca – Era tornato in Italia, come gli avevo chiesto, per farsi curare in seguito ad ictus che l’avevano colpito. Ma a settembre, aveva voluto ripartire». Trascorse qualche mese a Lurate Caccivio con lei, la sua mamma, ultimogenito di cinque figli e, a detta di chi l’ha visto crescere, « il più vispo della nidiata». Trovò compagnia anche in un centro estivo, finchè decise di riprendere il volo verso la riva dell’Oceano Pacifico. Ma un’altra Riva l’attendeva: quindici giorni fa, la crisi irreversibile e il compianto.

Le sue ceneri torneranno in un’urna, terminate le pratiche burocratiche e resteranno nel camposanto di Uggiate. «I sogni raggiungono le stelle. I ricordi ci aiutano a sentirli più vicini», le parole che restano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA