Arte e incontri: Villa Erba diventa un libro
Pubblicazioni Per il quarantesimo del centro congressi un volume ne ripercorre la storia dal Medioevo ad oggi
Lettura 3 min.I fasti dell’aristocrazia e l’operosità della borghesia, la vocazione pubblica e lo spirito d’impresa, il fascino della cultura e il motore dell’economia, la memoria della storia e lo sguardo verso il futuro convivono in Villa Erba. Alla monumentale residenza nobiliare di fine Ottocento a Cernobbio (Co) negli anni Ottanta si affianca il padiglione fieristico di Mario Bellini che fa capolino a mo’ di grande serra nel parco sulla riva della sponda occidentale del lago di Como.
Ora un libro di Pietro Berra celebra il quarantesimo anniversario della fondazione di Villa Erba spa, importante polo espositivo e congressuale, e ne ripercorre la storia ricordandoci la sua identità. Il volume, che sfoggia un’attenta ricerca iconografica e documentaristica, ci trasporta con agilità nelle diverse anime custodite da questo scrigno di bellezza sul Lario.
Una storia circolare
Il libro “Villa Erba. Storia, cultura e incontri sul lago di Como” si divide in tre sezioni rappresentative del complesso nella sua unicità e dello spirito che anima la sua gestione nel rispetto degli scopi statutari da parte della società pubblico/privata, che ne detiene la proprietà dal 1986, oggi presieduta da Claudio Taiana e diretta da Piero Bonasegale. I capitoli spaziano da “Uno scrigno di storia e bellezza” con al centro la villa antica e un excursus nelle metamorfosi del luogo, strategico per Cernobbio anche nei secoli passati, a “Un polo fieristico esclusivo” con il core business di Villa Erba S.p.A. (le fiere di settore, in particolare tessili e gli eventi internazionali annuali come il Concorso d’eleganza e Orticolario), fino a “Una casa per la cultura”, che si lega all’identità della residenza della famiglia Erba-Visconti dove spicca il regista Luchino. «Nella storia di villa Erba - racconta Pietro Berra - ho visto una circolarità: è un luogo che parte come monastero diventa centro produttivo tessile quando viene acquisito dai Guaita, i maggiori imprenditori lanaioli del Settecento a Como, e in seguito è culla della musica e del cinema nel Novecento con gli Erba e i Visconti. Infine torna ad essere una vera e propria casa per le imprese e per la cultura con Villa Erba Spa, fondata nel 1986».
Le famiglie Erba e Visconti
La straordinaria residenza nobiliare sul Lario è stata costruita alla fine dell’Ottocento nell’area dell’antico monastero, “coenobium” in latino, che avrebbe dato il nome a Cernobbio. Dopo numerosi passaggi di proprietà, la svolta avviene nel 1893 con l’acquisto del compendio da parte di Anna Brivio, cognata di Giulio Ricordi, e del marito Luigi Erba, musicista e socio della stessa casa Ricordi, che ha ereditato dal fratello Carlo la nota azienda farmaceutica.
I coniugi milanesi commissionarono agli architetti Giovanni Battista Borsani e Angelo Savoldi il progetto dell’odierna Villa Erba che venne costruita fra il 1894 e il 1898, mentre le decorazioni interne furono realizzate con l’aiuto di Angelo Lorenzoli, coadiuvato dal pittore Ernesto Fontana e dallo scultore Alfonso Mazzucchelli. La residenza a pianta quadrata, con ampie scale esterne, viene arricchita da un immenso parco e conquista un servizio celebrativo sulle pagine della rivista “Edilizia moderna” nel 1901. Nel 1904 muore Luigi Erba che lascia alla moglie Anna Brivio la monumentale dimora che poi andrà nel 1922 alla loro figlia Carla, moglie di Giuseppe Visconti di Modrone. La coppia milanese si era sposata a Cernobbio e qui tornava con i sette figli, tra cui il futuro regista Luchino, a trascorrere l’estate. A loro si devono numerosi abbellimenti. «Il libro è stata l’occasione - sottolinea Berra- per fare luce anche sulle oltre cento opere d’arte presenti, catalogate dal professor Jacopo Stoppa, e gli inserti di affreschi di epoche precedenti alla villa che furono il vezzo di Giuseppe Visconti di Modrone».
La nascita del centro congressi
Alla morte di Carla Erba nel 1939 la Villa di Cernobbio insieme ai terreni passerà nelle mani di vari eredi della famiglia Visconti di Modrone fino a quando nel 1986 sarà venduta a una società partecipata, costituita da soggetti pubblici e privati per edificare l’attuale polo fieristico.
«Villa Erba spa è una bella dimostrazione - osserva nel libro Umberto Zamaroni, presidente dell’Unione industriali di Como dal 1984 al 1988 - di come il privato e il pubblico, quando vogliono, riescano in poco tempo a realizzare progetti e a risolvere problemi importanti… Si era nel pieno di questo clima di collaborazione quando, nel febbraio del 1985, il Comune di Cernobbio, assieme al Comune di Como, alla Camera di Commercio e all’Amministrazione provinciale, presentò all’Unione Industriali il progetto di creare un centro congressuale nel compendio di Villa Erba». Il progetto fu commissionato all’architetto Mario Bellini e dalla sua matita sono uscite le linee della struttura in vetro e acciaio che segna lo Zeitgeist (spirito del tempo) nell’immenso giardino all’inglese. Il parco storico consente di fare una sorta di giro del mondo botanico data la ricchezza delle essenze arboree che vi si incontrano. Ben cinque dei magnifici platani secolari (Platanus Acerifolia) presenti sono stati classificati dal Ministero dell’Agricoltura come alberi monumentali.
L’area dell’ex galoppatoio dove un tempo si tenevano i concorsi ippici, tanto amati da Luchino Visconti che allevò anche cavali da corsa, ora è interessata da un progetto di riqualificazione commissionato da Villa Erba Spa allo studio di architettura Land. Il libro passa anche in rassegna gli eventi di moda, quelli dedicati ad auto e motori, le serie tv e i vari film ai quali l’antica dimora nobiliare ha fatto da set. A Villa Erba “Le stanze di Luchino Visconti” custodiscono in un percorso fisico e digitale le memorie della vita del regista di fama mondiale che qui trascorreva le estati.
«È interessante sapere - osserva Pietro Berra - che la sala della musica dove oggi si esibiscono i dj negli eventi di gala o ai matrimoni è nata con Puccini e Verdi, che facevano parte del giro di amicizie di Luigi Erba, come confermano alcune lettere conservate nell’archivio Ricordi».
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