Dieci anni di musica in riva al Lario: LacMus torna al santuario del Soccorso
Classica Dirigono il festival Lortie e Bressan: «Vincente il connubio tra musica e territorio». Christiane Karg protagonista di una “Musical meditation” nel luogo dove tutto ha avuto inizio
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A dieci anni dalla prima edizione, LacMus international music festival celebra il traguardo con “A decade of magic”, un’edizione che guarda al passato per aprire nuovi orizzonti.
Un anniversario che, come spiega il condirettore artistico Paolo Bressan, non rappresenta un punto d’arrivo, ma «un ritorno dentro una spirale», capace di riportare il pubblico nei luoghi e nelle emozioni che diedero origine alla manifestazione. Il simbolo di questo viaggio è la “Musical meditation” oggi alle 18.30 al Santuario della Madonna del Soccorso di Ossuccio, lo stesso scenario - patrimonio Unesco - che il 9 luglio 2017 ospitò il concerto inaugurale con il soprano Christiane Karg.
Bilanci
Dieci anni dopo sarà ancora lei la protagonista, affiancata dall’arpista dei Wiener Philharmoniker Anneleen Lenaerts in un insolito programma di Lieder di Duparc, Wagner e Liszt. «Il bilancio di questi dieci anni è estremamente positivo – afferma Bressan – Abbiamo superato i 12 mila spettatori, organizzato oltre cento concerti e siamo passati dal recital pianistico all’orchestra sinfonica. Gli obiettivi che ci eravamo prefissati sono stati raggiunti». Il segreto del successo? «La bellezza per gli occhi si unisce a quella per le orecchie. Si scoprono i luoghi attraverso la musica e la musica attraverso i luoghi». Un modello che ha conquistato interpreti di fama mondiale. «Marina Viotti, quando ha saputo del festival, mi ha detto subito: “Io vengo!”. Lo stesso vale per Anna Pirozzi e per tanti artisti che desiderano tornare». Merito anche di una programmazione costruita in modo inconsueto: «Partiamo da un tema, scegliamo i compositori e spesso le opere meno eseguite, solo dopo individuiamo gli interpreti più adatti. È il contrario di quanto accade normalmente».
A condividere la direzione artistica con Bressan è il celeberrimo pianista canadese Louis Lortie: «Lui vive immerso nella musica, io seguo anche raccolta fondi, relazioni istituzionali e sviluppo del festival. Poi ci confrontiamo continuamente, facendo brainstorming fino a trovare un progetto coerente». Da questa filosofia sono nate idee fuori dall’ordinario: dall’integrale delle Sonate di Skrjabin accompagnata da proiezioni cromatiche ispirate alle teorie del compositore russo, fino al pianoforte Steinway trasportato in elicottero sull’Isola Comacina. L’edizione del decennale proporrà anche l’integrale degli Studi di Chopin eseguita da Lortie a Villa del Balbianello, il ritorno di Richard Galliano, l’omaggio a Brahms a Villa Carlotta, i concerti sinfonici al Parco Olivelli con l’Orchestra Sinfonica di Milano e Marina Viotti, la Greenway Musicale e il gran finale con Anna Pirozzi (il programma completo su lacmusfestival.com). E lo sguardo è già rivolto al futuro. Bressan immagina concerti in quota, dal Monte Boffalora al Rifugio Venini, una crociera musicale sul lago, nuove collaborazioni con arti visive, poesia e filosofia e un festival distribuito nelle quattro stagioni. «Vorrei che LacMus tornasse a essere un crocevia delle culture europee, come il lago di Como nell’Ottocento». Per riuscirci, conclude, serve soprattutto una parola: «Fare rete. Ognuno deve mantenere la propria identità, ma il lago di Como ha bisogno di lavorare insieme per valorizzare pienamente il suo straordinario patrimonio».
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