“Inferno per pochi dollari” il film tra Lecco e Bellagio

Cinema. Il Lario in cento pellicole (e serie tv) / 95. Girata sul lago nel 1967 una risposta italiana alla serie di James Bond

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TITOLO: LSD - Inferno per pochi dollari
REGIA: Massimo Mida (con lo pseudonimo di Mike Middleton)
PAESE: Italia
ANNO: 1967
DURATA: 87 minuti
GENERE: azione, spionaggio
CAST: Guy Madison, Franca Polesello, Mario Valgoi, Lucio De Santis, Adriano Micantoni, Karin Skarreso, Isarco Ravaioli

La trama

L’agente Rex Miller (Guy Madison) si spaccia per un corriere della droga con lo scopo di infiltrarsi in un’organizzazione internazionale di trafficanti di LSD, guidata da Mr. X (Adriano Micantoni) e poterla sgominare. Spy movie all’italiana, allora pensato come una risposta nostrana al successo dei primi film della serie dedicata a James Bond, si dipana tra momenti di azione credibili e visioni lisergiche, date dall’assunzione della droga eponima, un po’ trash. Non manca qualche interessante risvolto sociale - la nuova droga è vista come strumento per controllare il mondo da parte dell’organizzazione criminale che la diffonde attraverso gli acquedotti delle metropoli - e scientifico - l’agente Madison, non a caso, è affiancato nella sua indagine da una chimica, Virginia (Franca Polesello, la migliore interprete di questo film). Le canzoni di Nicola di Bari (“Un fiore rosso”, in particolare) in testa e in coda al lungometraggio, sono gradevoli ma abbassano la tensione del thriller.

Location

Il film “LSD - Inferno per pochi dollari” è stato girato in gran parte tra Lecco e Bellagio nell’autunno del 1966. Le panoramiche iniziali riprendono l’evoluzione di tre atleti di sci nautico mentre passano sotto le arcate monumentali del ponte Azzone Visconti. Sulla terrazza della discoteca Orsa Maggiore, protagonisti e comparse si esibiscono in uno scatenato twist, ballo allora molto in voga, al suono della musica “sparata” dal juke-box. In piazza Alessandro Manzoni, al cospetto del monumento dedicato all’autore dei “Promessi sposi” viene ucciso uno dei trafficanti, Corey (Isarco Ravaioli). Il percorso da lui effettuato a bordo di un taxi sul lungolago mostra una Lecco d’altri tempi, con il tratto finale del torrente Caldone non ancora coperto (lo sarà nel 1970). Un’altra location importante del film è Bellagio, di cui all’inizio è inquadrato il grand hotel Villa Serbelloni, con scene sia in interno che in esterno, mentre il concitato finale è girato a Villa Giulia, affacciata sul ramo lecchese, ma con un enorme parco che un tempo arrivava fino a quello comasco. Nella finzione, tuttavia, ci fanno credere che Villa Giulia si trovi a Scilla, in Calabria, epicentro del traffico di Lsd.

Curiosità

Per il debutto del film fu organizzata una prima di gala al cinema Nuovo di Lecco la sera del 3 febbraio 1967. Intervennero alla serata anche le tre principali attrici della pellicola: Franca Polesello, Lucia Modugno e Nicoletta Macchiavelli. C’era il produttore del film Benito Bertaccini, affiancato dal regista Mike Middleton e dal suo braccio destro Franco Sindoni. Il Comune di Lecco era rappresentato dagli assessori Italo Corti ed Antonio Maggi. Le cronache dell’epoca segnalano la presenza in sala anche di altre autorità, fra le quali il presidente dell’Azienda Turismo Giacomo De Santis, che aveva promosso l’evento, e liquidano il film come «un’opera di buon livello nel filone commerciale dei derivati di James Bond». Nelle riprese furono coinvolti parecchi lecchesi. Il taxi al centro dell’attentato in piazza Manzoni era guidato da Quinto Stevanin, ricordato anche come bersagliere, residente nel quartiere Maggianico. Il vigile urbano che corre, fischiando, con la divisa bianca dell’epoca, è Giosuè Moscaritolo, già interprete di don Rodrigo in un corteo manzoniano del 1965. Ma il lecchese che ottenne maggiore visibilità fu senz’altro Gustavo Gnecchi, noto presentatore di spettacoli, coinvolto nelle spettacolari riprese sulla funivia tra Versasio e i Piani Erna, con la cabina spalancata nel vuoto.

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