Magatti: «Torniamo a parlare ai nostri figli. Gli lasciamo un mondo senza futuro»
Il professore di sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ospite ad Alzate nella sede della Bcc Brianza e Laghi per l’incontro “Quale futuro per l’educazione?”
Lettura 1 min.Alzate Brianza
I social hanno ridotto le relazioni: i genitori devono tornare a parlare ai loro figli. Una riflessione che riguarda non soltanto gli insegnanti, ma anche i dirigenti scolastici, le famiglie, gli educatori, gli amministratori pubblici e tutti coloro che, a vario titolo, contribuiscono alla crescita dei bambini e degli adolescenti. Un tema che si innesta anche sull’evidente e problematico disagio giovanile visto - e minacciato - nelle strade.
«Di fronte all’intelligenza artificiale rimettiamo al centro il vivente. Dobbiamo avere sopra la testa il cielo stellato e di fronte a noi il volto di una persona. Di fronte al dilagare dell’intelligenza artificiale, che non è da condannare ma da gestire, va contrapposto l’essere umano e le sue relazioni», ha affermato il professore di sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Mauro Magatti, ospite in questi giorni ad Alzate nella sede della Bcc Brianza e Laghi per l’incontro “Quale futuro per l’educazione?”.
Magatti, in un dialogo con Gianfranco Giudice - nell’ambito della rassegna “Terre incognite. Vivere l’epoca dell’incertezza” curata da Filippo Casati - ha affrontato aspetti attualissimi della società. «Bisogna combattere le aberrazioni dell’individualismo esasperato ed esasperante, che non ha senso di essere - ha affermato -. L’uomo per sua stessa natura vive nelle relazioni e per le relazioni con gli altri. La trasformazione digitale non ha abolito, come pensavamo, la burocrazia, ma l’ha esasperata. Così come i social e le nuove tecnologie hanno ridotto, e di molto, le relazioni interpersonali. Basta a sistemi che fanno dell’uomo un numero, con algoritmi, sistemi e organizzazioni. Penso al registro elettronico, dove tutto viene standardizzato. Torniamo alle relazioni educative».
È stata rimarcata l’importanza del dialogo in famiglia, del confronto tra generazioni. «Dobbiamo tornare a parlare ai nostri figli, ai quali lasciamo un mondo senza futuro, tra guerre, crisi, povertà e carovita - ha affermato - Mettiamo al centro il vivente: dimostriamo di essere capaci di ascoltare e di essere ascoltati. Serve che ciascuno, in ogni ambito, faccia qualcosa per invertire la rotta. Siamo fiduciosi, ma anche consapevoli delle trasformazioni epocali che stiamo vivendo. Con le loro contraddizioni e i rischi connessi».
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