Un fisico “organista”: «I miei progetti nati
dai disegni antichi»
La storia Strumenti musicali del passato ricostruiti oggi da un artigiano comasco che usa il metodo scientifico: «I modelli storici sono per me come ipotesi da verificare in bottega»
Lettura 3 min.Cermenate
Il comasco Walter Chinaglia, 55 anni, laureato in fisica, da venticinque anni unisce artigianato, ricerca scientifica e storia della musica nel laboratorio Organa, che ha fondato a Cermenate nel luglio 2001: un’attività che oggi è riconosciuta a livello internazionale.
Nel laboratorio di Bregnano
A prima vista il laboratorio sembra una ricostruzione del passato: nella stanza principale troneggia un grande banco da falegname, con pialle sagomate da usare a mano, un pentolino per la colla d’ossa (nota ai falegnami brianzoli), disegni, aste graduate e un grande compasso. Alle pareti stagionano da anni tavole di legno europeo di vari spessori; mancano invece compensati e truciolari.
La sala della musica ospita vari organi a canne e un clavicembalo, tutti ricostruiti da Chinaglia sulla base di modelli storici. «Sono strumenti destinati ai concerti», spiega, «ma ciascuno nasce da una specifica ricerca».
Nello studio, infine, libreria e scrivania sono colme di trattati, articoli e schizzi. Alle pareti, tavole settecentesche dedicate all’arte organaria e fotografie di miniature medievali da cui sembrano affacciarsi angeli musicanti con piccoli organi portativi. «Queste sono alcune delle fonti che hanno guidato le mie ricostruzioni, insieme agli strumenti antichi che ho potuto esaminare e suonare», spiega Chinaglia. «Per me costruire un organo non significa soltanto applicare tecniche artigianali, ma cercare di rispondere a una serie di domande. Come funzionava davvero? Perché aveva proprio quelle proporzioni? Quello che vediamo in un’immagine medievale è una scelta artistica o una soluzione tecnica?» Queste e altre domande lo accompagnano da venticinque anni in un percorso professionale riconosciuto come eccellenza dalla Fondazione Cologni, che nel 2024 gli ha conferito il titolo di Maestro d’Arte e Mestiere.
La passione per la musica d’organo nasce da ragazzo, quando studia da autodidatta. Il desiderio di costruire arriva invece quasi per caso, negli anni Novanta, grazie all’incontro con un frate francescano organaro, trasferitosi a Cermenate. «Vederlo lavorare mi incuriosiva. Trasformava un suo disegno a matita in uno strumento suonante nel giro di qualche mese. Cominciai anch’io, senza immaginare che sarebbe diventato il mio lavoro. Ben presto mi accorsi che, per costruire bene, dovevo studiare gli antichi maestri. E da quel momento non ho più smesso».
Il primo incarico fu un claviorgano, uno strumento che unisce organo e clavicembalo, commissionato nel 2001 da un docente del Conservatorio di Como. «Capii subito che non era uno strumento per un costruttore alle prime armi. Invece di rinunciare, mi immersi nello studio di un trattato settecentesco che gli dedicava alcuni capitoli. Fu così che affrontai la sfida e riuscii a portarla a termine.»
Quel modo di affrontare i problemi deriva dalla formazione scientifica di Chinaglia. «La fisica mi ha dato soprattutto un metodo: formulare un’ipotesi e verificarla. Se costruisci uno strumento che non funziona, non è lo strumento ad avere torto, ma l’ipotesi. La costruzione diventa così il modo per verificare se ciò che abbiamo dedotto da un’immagine antica è davvero plausibile». Così è stato per diversi organi portativi medievali, strumenti piccoli, tenuti in grembo da un angelo: con la mano destra suona, mentre con la mano sinistra aziona il mantice.
Sulle orme di Leonardo Da Vinci
Incuriosisce un piccolo organo con canne di legno, posto sopra una libreria. «È la ricostruzione dell’organo con canne di legno progettato da Leonardo da Vinci, realizzata nel 2012. Leonardo descrive soprattutto un sistema di mantice doppio, capace di alimentare lo strumento con un flusso d’aria continuo. Poiché il disegno non ne definisce tutti gli aspetti, ho formulato ipotesi coerenti con la tecnologia dell’epoca sulla disposizione e la costruzione delle canne. La ricostruzione è stata presentata in concerto in diverse sedi europee e la ricerca pubblicata su una rivista specializzata».
Siamo abituati agli organi con canne cilindriche di metallo, mentre nella sala della musica di Chinaglia spiccano strumenti con grandi canne di legno. Si tratta di una tipologia scomparsa? «Sì. Tra Cinquecento e Seicento gli organi con canne di legno erano molto diffusi in Italia, sia nelle chiese sia negli ambienti profani. Oggi ne sopravvivono soltanto due, conservati a Innsbruck e Montepulciano. È proprio da qui che è nata la mia attività di ricerca e ricostruzione».
Oggi Chinaglia è considerato uno dei maggiori esperti europei di organi di legno, sia per le sue ricostruzioni sia per gli studi dedicati alla loro suono. Tra il 2018 e il 2020 è stato research fellow al Deutsches Museum di Monaco di Baviera, dove ha approfondito lo studio degli strumenti storici e dei loro principi costruttivi. «Il suono va di pari passo con il sistema di accordatura, molto diverso da quello odierno. Anche la scala musicale era suddivisa diversamente, come insegno nei seminari di accordature storiche in Conservatorio», spiega Chinaglia.
I suoi strumenti sono stati commissionati dal Teatro alla Scala, dai Conservatori di Milano e Como e da varie istituzioni europee. Li hanno suonati musicisti come Ton Koopman, Sir John Eliot Gardiner e Philippe Herreweghe. Oltre a pubblicare su riviste di organologia, Chinaglia è regolarmente invitato a partecipare a convegni.
Il venticinquesimo anno di attività è stato dedicato al progetto internazionale Jerus-It-Arts, incentrato sulle canne d’organo del XII secolo ritrovate presso la Basilica della Natività di Betlemme. Per questo progetto Chinaglia ha realizzato un dispositivo scientifico per lo studio di canne multiple, presentato in diverse conferenze.
Il dialogo con il passato prosegue ora con la ricostruzione di un clavicembalo fiammingo a due tastiere del 1624, basata sui disegni e sui rilievi appena ricevuti dal Museo Unterlinden di Colmar. Per approfondire l’attività di Chinaglia si può visitare il sito organa.it.
Un disegno del XIII secolo uscito dalle pagine
L’organo raffigurato nella Bibbia di Stephan Harding. Walter Chinaglia ha recentemente ricostruito l’organo raffigurato nella Bibbia di Stephen Harding, manoscritto realizzato a Cîteaux all’inizio del XII secolo.
Lo strumento, ricavato da uno dei più antichi esempi di iconografia organaria medievale, è stato studiato in modo innovativo, confrontando le proporzioni dell’immagine con le conoscenze organologiche dell’epoca, in particolare con le indicazioni contenute nel trattato di Teofilo, coevo alla Bibbia di Harding. Osservando l’organo si notano le canne di rame coniche, le leve che fungono da tasti e due mantici da forgia.
L’organo è stato presentato in varie conferenze e suonato in concerti; l’intera ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Galpin Society Journal.
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