Un’estate sull’Isola di Hitchcock: l’installazione e il documentario

Cinema A Ossuccio la mostra di Lipari dedicata al legame tra il maestro del brivido e il Lario. Martedì a Como verranno proiettati il suo “doc" e il film che il regista inglese girò sul lago

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Un luogo simbolo del lago di Como si trasforma per tutta l’estate e oltre in una porta d’accesso all’universo del maestro del brivido. Fino a ottobre la chiesa di Santa Maria Maddalena di Ossuccio ospita infatti “Hitchcock island”, un percorso multimediale che intreccia cinema, storia e arte, riportando al centro un capitolo poco noto della biografia del grande cineasta britannico. L’allestimento, già accolto con successo a Como, accompagna il visitatore in un’esperienza immersiva fatta di immagini, proiezioni, suoni e documenti d’epoca, costruiti come un unico racconto.

Cento anni dopo

Il progetto nasce dall’omonimo documentario realizzato dalla cooperativa Dreamers, firmato dal regista comasco Paolo Lipari, che insieme al critico cinematografico Gianni Canova ha curato anche il percorso espositivo. Al centro della narrazione c’è il legame che Hitchcock sviluppò con l’Isola Comacina. Era il 1925 quando il regista la scelse come ambientazione di alcune scene fondamentali del suo primo lungometraggio, “The pleasure garden”. Da quel momento l’isola diventò un luogo speciale della sua vita privata: vi trascorse il viaggio di nozze e continuò a tornarvi per decenni, fino al 1972. Un rapporto profondo, alimentato da fascino, mistero e ispirazione, che l’installazione ricostruisce senza svelarne subito il significato, ma accompagnando il pubblico in un percorso ricco di indizi, testimonianze e suggestioni sonore, fino a una conclusione fondata su documenti storici. Tra gli aspetti più sorprendenti emerge anche il progetto mai realizzato di “Mary Rose”, il film che Hitchcock considerava il suo sogno artistico e che avrebbe voluto ambientare proprio nell’atmosfera sospesa dell’isola lariana. Un’opera rimasta incompiuta, ma che testimonia quanto quel luogo abbia continuato ad alimentare la sua immaginazione. Accanto all’esposizione viene proiettato anche il documentario “Hitchcock island”, che approfondisce ulteriormente la relazione tra il cineasta e l’Isola Comacina attraverso materiali d’archivio e ricostruzioni.

La proiezione a Como

Questo film verrà riproposto anche a Como, martedì 30, a Palazzo Olginati alle 21.15, assieme a “The pleasure garden” sonorizzato dal vivo da Francesca Badalini, nell’ambito della rassegna “Al chiaro di cinema”. La struttura multimediale è stata realizzata da Olo Creative Farm, mentre l’artista comasco Emilio Alberti ha creato una grande scultura dell’Isola Comacina, valorizzata da un gioco di luci e videoproiezioni. Più che una mostra dedicata agli appassionati del regista britannico, “Hitchcock island” si propone come un’occasione per riscoprire il valore del cinema d’autore e, allo stesso tempo, il patrimonio culturale e paesaggistico del Lario. Un’iniziativa resa possibile grazie al sostegno del Comune di Tremezzina e alla collaborazione di numerosi partner locali. Proprio il Comune lariano ha acquistato l’intera opera: la speranza è che abbia trovato la sua casa definitiva, anche dopo il termine previsto. L’esposizione è visitabile nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Ossuccio dal giovedì alla domenica, dalle 11 alle 17, e resterà aperta fino al mese di ottobre.

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