Uomo e Dio sulle Dolomiti

La montagna. Nel nuovo libro di Agostino Clerici le fotografie e la teologia si mescolano

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Agostino Clerici siamo soliti ritrovarlo in prossimità del Natale con i suoi libri costruiti attorno ad un racconto. Eccolo invece sorprenderci nel mezzo dell’estate con un testo di tenore ben diverso, in cui spiccano bellissime fotografie in bianco e nero, per la quasi totalità scattate in montagna tra le tanto amate Dolomiti gardenesi. Le fotografie non sono un corpo esterno rispetto al libro, ma spesso aiutano a comprendere alcuni passaggi. La filosofia e la teologia si mischiano fecondandosi vicendevolmente attorno ad un tema che accompagna oramai da diversi anni il percorso di approfondimento che Agostino Clerici va proponendo del nodo centrale del messaggio cristiano, l’Incarnazione.

«Il Verbo si fece carne» (Dio si è fatto uomo), scrive Giovanni nel Prologo del suo Vangelo. Ebbene, l’Autore accetta di portare questa – che è la nota unica e inconfondibile della proposta cristiana – sul crinale della montagna in un equilibrio prudente che, però, non esita a mostrare le sue perplessità e a lasciar emergere soluzioni che potrebbero innovare la Via cristiana all’inizio del terzo millennio. Ma il farsi uomo del Logos – il Figlio che «in principio era presso Dio, era Dio» – ha un’altra dimensione che Agostino Clerici più volte ripete nel volume: il farsi uomo di Dio significa poterlo incontrare, stare con Lui, condividere la sua missione. Anche perché è solo l’umanità piena di Gesù a farci vedere chi è e com’è il Padre, Dio.

Per parlare di questo libro, ho usato la parola «percorso», perché il volume di 464 pagine ne propone uno, traendo la linfa da altri scritti dell’Autore e amalgamandoli insieme in una proposta nuova. Sono meditazioni nate in un contesto preciso – ad esempio gli Esercizi Spirituali predicati ai seminaristi di Lugano – ma poi confluite in un tracciato di ben altro spessore, che necessita di attenta lettura e prolungata assimilazione. Il cristianesimo è una vita che sta stretta dentro un involucro dottrinale, per cui qualche domanda emerge e manda in crisi le risposte già confezionate.

Ecco che l’Autore osa camminare sul filo di roccia del crinale. È da notare che questo crinale simbolico non è una invenzione, ma si trova veramente salendo sul Catinaccio di Antermoia, un tremila dolomitico, che ritroviamo all’inizio e alla fine. Sul crinale la prudenza non deve annullare il coraggio, ed entrambi lavorano insieme per purificare la relazione Dio Uomo dalle incrostazioni che i secoli hanno accumulato.

L’esperienza umana di Dio non è una passeggiata provvisoria, nella visione che ha Agostino Clerici: al centro non sta il peccato ma il divenire uomo del Logos che è Dio. Qualcuno faticherà a comprendere questa nuova direzione, forse perché permane vincente l’immagine di Dio “costruita a tavolino” (pensiamo all’Essere perfettissimo del catechismo di Pio X), sul vero volto del Padre che Gesù è venuto a mostrare nella perfezione dell’amore e della misericordia. Nel vangelo di Matteo, Gesù dice: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro». Nel vangelo di Luca troviamo: «Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro».

Da questo punto di vista è significativo che il percorso sia aperto da una ouverture letteraria che presenta la figura di san Martino di Tours, un personaggio che sta all’inizio della spiritualità cristiana tardo-antica e medievale, di cui è soprattutto conosciuto l’episodio del taglio del mantello.

Particolarmente interessanti e innovativi sono nel penultimo capitolo i tre innesti di cristologia filosofica – Michel Henry, Paul Ricoeur, Max Scheler – capaci di dare forma nuova ad alcuni argomenti della ricerca teologica (come la creazione). Nell’immagine del crinale essi sono come degli appigli messi nella roccia per procedere sul crinale che conduce alla vetta.

Si capirà che ci vuole tempo a leggere e assimilare le pagine di questo volume. Forse dopo le settimane del caldo e della distensione, qualcuno (più esperto di me) saprà dire qualcosa di più profondo su questo libro. Ma già ora possiamo considerarlo un regalo che l’Autore fa a tutti coloro che desiderano entrare nel mistero di Dio.

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