Cittadini, non spettatori con la Costituzione

L’iniziativa Un itinerario in diversi Comuni per far incontrare diciottenni e sindaci parlando di diritti e doveri

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Compiere diciotto anni rischia di essere un evento che passa inosservato o che avviene tralasciando il carico di responsabilità personale e collettiva che con il diritto di voto entra nella vita di una persona. Per questo motivo, l’associazione Lo Snodo, nata all’interno dell’ex stazione di Erba, in occasione degli 80 anni dall’Assemblea Costituente, ha ideato un progetto che da mesi porta i volontari a viaggiare di Comune in Comune proponendo ai sindaci comaschi un momento di incontro con i neo-diciottenni del territorio per consegnare loro il testo della Carta fondamentale.

“Cittadino, non spettatore”, questo il titolo del progetto, non è un incontro frontale strutturato per ribadire quanto (forse) i ragazzi hanno già sentito, ma un’occasione per confrontarsi e mettersi tutti insieme davanti ai diritti e ai doveri che la Costituzione dà e che chiede. Una scoperta per alcuni - uno studio del 2023 di Rur, Rete urbana delle rappresentazione, centro di ricerca fondato nell’89 dal Censis, solo il 14% dei giovani intervistati tra i 15 e i 24 anni dichiara di aver letto la Costituzione e solo il 38% pensa di averla approfondita in modo adeguato - e un ripasso fondamentale per altri.

Il potere di cambiare il mondo

L’evento prende il via con un monologo teatrale realizzato da una o più ragazze dell’associazione: un momento irriverente e ironico, in cui la Costituzione viene paragonata al libretto delle istruzioni per montare un mobile comprato all’Ikea (ma non si spiegherà qui il motivo della similitudine, nella speranza che il progetto possa viaggiare ancora in molti Comuni e sorprendere altri giovani).

Poi tocca a un lavoratore del territorio commentare l’importanza della Costituzione nella propria vita quotidiana di articolo in articolo, di diritto in dovere, su ispirazione di due interventi tratti dal monologo di Roberto Benigni sulla Carta costituzionale. Non importa da quale background professionale provenga l’ospite, ciò che conta, spiegano gli organizzatori, è che parli delle applicazioni pratiche e dell’impatto attuale che la Carta ha. Lo si fa citando gli articoli, da quelli più noti come il 21 sulla libertà d’espressione, a quelli essenziali per la vita di un giovane come l’articolo 34 sul diritto allo studio. Che significa poi, come emerge dal confronto con i ragazzi nel corso dell’incontro, il diritto a un trasporto pubblico efficiente o a pari opportunità nel trasferirsi in una città universitaria lontana da casa per compiere il percorso di studi desiderato.

E dalle questioni di ogni giorno si parla presto a parlare di voto insieme a questi neo-diciottenni interessati a capire cosa e come cambia il loro ruolo nella società dopo il compimento della maggiore età. Simile anche l’obiettivo dell’attività proposta dai volontari dello Snodo ai ragazzi, a cui viene chiesto di analizzare le esigenze della loro generazione nel Comune in cui vivono e di sviluppare proposte concrete che l’amministrazione possa introdurre per rispondere a questi bisogni. Quindi, uno a uno i ragazzi sfilano davanti al sindaco prima ancora che per ritirare la Costituzione per presentargli le loro proposte e diventare così protagonisti della democrazia del luogo in cui vivono.

«Votare è l’unico strumento che abbiamo ma per arrivare al voto ci sono volute migliaia di persone morte, per non dire milioni, per darci a noi la possibilità di esprimere ciò che noi desideriamo. C’è sempre la differenza, anche tra due politici terribili c’è sempre il meno peggio, guardate che ognuno di noi ha più potere di quello che pensa sul mondo» dice Benigni in uno dei video scelti dallo Snodo per accompagnare l’evento. E i ragazzi a queste e alle altre parole pronunciate durante l’evento reagiscono.

Mettersi in gioco per davvero

«Ci sono stati momenti di riflessione e di lavoro di gruppo per renderci partecipanti attivi della giornata, abbiamo parlato di cosa significa essere cittadini e delle responsabilità che ora abbiamo a 18 anni e che avremo in futuro: non mi aspettavo che fosse un evento così» racconta Matilde De Col che ha partecipato alla consegna della Costituzione ad Asso.

A Luca Rigamonti di Ponte Lambro l’iniziativa è stata «utile per indirizzare i miei piani per il futuro, mi ha spronato a impegnarmi al massimo per conquistare i miei obiettivi, anche se difficili, come gli italiani hanno lottato per la Costituzione». A Ponte Lambro ha partecipato alla consegna anche Marco Barlascini che dell’iniziativa ha apprezzato la creatività: «Ci siamo sentiti coinvolti dal Comune nelle decisioni da prendere, alcune nostre proposte sono state accettate. Bisognerebbe fare più spesso questa esperienza anche in altri Comuni e far sì che i giovani siano più partecipi della democrazia del loro territorio».

Luca Redaelli di Merone nota invece con dispiacere che l’adesione all’evento non è stata molto alta da parte dei suoi coetanei ma suggerisce di continuare a proporlo: «Affinché altri partecipino. Ricevere la Costituzione con la dedica e la firma del sindaco del mio paese mi è sembrato un gesto importante perché sta a simboleggiare che lui è vicino a noi». L’impatto di un evento come questo va ben oltre le parole, come testimonia l’esperienza di Luca Lovero di Ponte Lambro che, convinto dalla consegna della Costituzione è diventato volontario dello Snodo.

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