Il teatro, dove il mondo è inclusione

L’evento Associazioni e mondo del Terzo settore si ritrovano per “Il mio posto nel mondo” al Sociale

Il sogno di una comunità inclusiva, unita, in pace e aperta al mondo per un giorno è divenuto realtà grazie a due eventi, Il mio posto nel mondo e Intrecci di popoli, che sabato scorso hanno reso il Teatro Sociale di Como un luogo speciale. Prima un pomeriggio nelle sale del teatro e in piazza Verdi tra esperienze sensoriali, musica, giochi, spettacoli itineranti e laboratori. Poi, la sera, lo spettacolo sul palco del Sociale, con un susseguirsi di performance di venti diversi Paesi del mondo.

«Si è respirato ascolto, curiosità e voglia di conoscere anche solo piccoli assaggi artistici degli altri popoli in cui ritrovare qualcosa di sé. Si è sentita la voglia di pace e di dialogo, per fare qualcosa insieme per il bene della comunità» sono le parole di Laura Fagetti operatrice di Csv Insubria, ente che ha coordinato la manifestazione realizzata con il Teatro Sociale e il Comune di Como.

Tanti sorrisi

Tanti i sorrisi, gli incontri e le condivisioni con oltre venti associazioni in campo per favorire l’espressione, ascoltare e rielaborare i propri sogni, le idee, le paure.

«Il teatro in questa occasione diventa davvero una casa per tutti – ha detto Barbara Minghetti direttrice della programmazione e dei progetti speciali del Sociale – abbiamo visto le associazioni del terzo settore lavorare insieme, con l’idea che la cultura possa essere partecipazione e inclusione».

Fuori dal teatro, qualcuno ha scoperto luoghi di Como che non conosceva grazie alle guide di Sociolario. Ragazzi e ragazze con disabilità hanno svelato i segreti delle Torri e delle Mura della città. Nata come un progetto di inclusione, questa esperienza ora ha un traguardo di vita: far diventare guide turistiche le persone fragili. «È stato come vivere una magia» sono state le parole di Dario dopo il tour.

Divertimento

«Divertirmi, incontrare persone nuove e persone che conosco già e soprattutto tornare a casa ricca di bellezza dentro di me»: Chiara di Iubilantes, in collaborazione con Unione ciechi e ipovedenti, ha portato la danza nel buio con l’obiettivo di scoprire che è possibile guardare il mondo non necessariamente usando la vista e il “team dei sensi” per cogliere la realtà con il tatto, l’olfatto e l’udito. “Certi pregiudizi, mancando la vista, vengono azzerati” – è l’efficace sintesi di Claudio La Corte, presidente della sezione comasca dell’Unione ciechi e ipovedenti che quest’anno ha festeggiato 80 anni di vita.

«Danzare senza vedere è stato liberatorio, ho dimenticato paura e vergogna – ha raccontato Morena - Ti puoi cimentare nel fare qualche movimento un po’ strano ed è stato rassicurante il fatto che ci fossero delle persone vicine che ti sostenevano». Grande curiosità ha destato anche “Non è come sembra. Il gioco dell’oca... a modo nostro”: casella dopo casella, si è potuto sentire sul momento la fiducia che ti fa avanzare, il pregiudizio che ti rimbalza indietro. E c’è stato spazio anche per il “giornalismo partecipato” grazie alle interviste in tempo reale e agli scatti della redazione de I fiori di oltre il giardino e grazie a “Senti che roba...”, il podcast che racconterà la giornata curato dalla redazione di Occhi aperti dei bambini di Cometa. «Oggi abbiamo vissuto un momento conviviale che ha fatto vedere alla città quanto “movimento” ci sia per i più fragili – è il commento di Lucia Battaglia, presidente de “I fiori di oltre il giardino” - Tutte le associazioni avranno spazio in un numero speciale della rivista “Il mio posto nel mondo” che abbiamo realizzato in tempo reale».

Intrecci di popoli

Il pomeriggio è volato. E dopo l’aperitivo in piazza Verdi, ancora tante emozioni per la seconda edizione di Intrecci di popoli, con performance artistiche e musicali incentrate sulla multiculturalità e la cooperazione internazionale. La Mostra d’arte Insensata, allestita nel foyer ha accompagnato verso le esibizioni: un’esposizione di quadri e disegni realizzati dagli utenti dell’Ospedale Psichiatrico di Infulene a Maputo (Mozambico) a cura di Progettomondo e gli abiti tradizionali di Bangladesh, Egitto, Gambia dei ragazzi della Cooperativa Intesa Sociale.

Tante e tutte originali le performance sul palco: Miciscirube e Gruppo Wa-On hanno portato gli spettatori nel Giappone antico con la coreografia degli yukata, gli splendidi abiti tradizionali frutto della collaborazione tra Como e Tokamachi. E poi Risorgimento, a cura della comunità ucraina, che ha portato in scena il risveglio come simbolo di rinascita e libertà. In chiusura, il vivace coro e le danze folkloristiche dell’Ufficio Istruzione Consolato Turco.

«Quando il mondo brucia non si può stare a guardare bisogna darsi da fare andare, camminare, visitare... stare vicini a chi è in guerra come da tanti luoghi della nostra provincia accade. Il mio augurio è che dall’incontro e dalla festa si passi alle azioni, che si diventi costruttori e operatori di pace»: l’auspicio di Don Giusto Della Valle ci ricorda che tutti abbiamo diritto a vivere in comunità con gli altri, ma anche il dovere di rendere questo diritto concreto, ogni giorno.

Associazioni che hanno collaborato a Il mio posto nel mondo:

Agorà 97, Amicinsieme, Down Verso, Cometa, Sociolario, Diversamente Genitori, I Fiori di Oltre Il Giardino, Il Sorriso, Iubilantes, La Mongolfiera, Luminanda, Teatro dei Sussurri, Tintillà, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Como, Vicini Di Strada

Per Intrecci di popoli:

Baule dei Suoni, Miciscirube, Comunità ucraina, Cooperativa Intesa Sociale, Pastorale Migrantes, Progettomondo, Progetto Oltrelascuola della Parrocchia di Rebbio, Scuola d’italiano per donne e mamme straniere, Sinai, Ufficio Istruzione Consolato Turco.

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