Blocco dei ristorni ai Comuni di frontiera, il Pd: «Ora Fontana ritiri la tassa sulla salute»

Primi commenti dopo la clamorosa decisione del Consiglio di Stato ticinese che sospenderà in via cautelativa il versamento dei ristorni destinati alla Lombardia, trattenendo oltre 50 milioni di franchi, pari alla quota relativa al secondo semestre dell’anno

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Dopo la clamorosa decisione del Consiglio di Stato del Canton Ticino, che sospenderà in via cautelativa il versamento dei ristorni destinati alla Lombardia, trattenendo oltre 50 milioni di franchi, pari alla quota relativa al secondo semestre dell’anno, arrivano i primi commenti da questa parte del confine.

«Purtroppo, spiace dirlo, ma avevamo ragione noi – afferma in una nota il senatore varesino Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama –. Più volte abbiamo detto al governo di centrodestra che la tassa della salute sui lavoratori frontalieri era un errore, che rappresentava profili di incostituzionalità ed era contro la normativa prevista sull’accordo sulla nuova fiscalità tra Italia e Svizzera. Ed ecco puntuale la rappresaglia del Canton Ticino che adesso blocca alla sola Lombardia i ristorni, la quota parte delle tasse pagate dai frontalieri dovute ai Comuni di confine. Non al Piemonte invece, che ha già detto di non voler applicare la tassa voluta da Meloni e Giorgetti. E così, grazie all’ottusità e al dilettantismo dei governi di destra a Roma e in Lombardia, a pagare saranno principalmente i comuni di frontiera delle province di Varese e di Como. Comuni che stanno già pagando l’assurdo taglio dei ristorni operato dal governo, che ha deciso di togliere 39 milioni a loro dovuti per darli alle regioni. Davanti all’evidenza, che avevamo più volte denunciato come Partito Democratico insieme ai sindacati dei lavoratori frontalieri, – conclude Alfieri – Giorgetti e Fontana si fermino: ritirino la tassa della salute e restituiscano i ristorni ai Comuni di frontiera».

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