Cabina di regia del Nord per le imprese: l’accordo tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia e Liguria
Una svolta per i territori
Lettura 1 min.Como
Non si tratta di una semplice interlocuzione formale tra enti vicini, ma del tentativo di dar vita a una voce unica e strutturata per rappresentare il motore economico e industriale dell’Italia. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno avviato una fase di cooperazione istituzionale inedita attraverso la nascita della “Cabina di Regia delle Regioni del Nord”. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di coordinare in modo programmatico le politiche industriali ed economiche dei cinque territori, presentandosi con una posizione unitaria ed efficace sia nei confronti del governo italiano sia davanti alla Commissione europea.
L’avvio di questo percorso nasce dall’incontro a Milano il 30 giugno scorso tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque amministrazioni regionali, tra cui il lombardo Guido Guidesi. Un tavolo operativo che ha permesso di affrontare i principali dossier strategici su cui le regioni stanno lavorando, definendo un approccio condiviso e ad ampio raggio.
I numeri dell’intesa confermano la rilevanza dell’operazione: l’asse strategico formato dalle cinque regioni rappresenta, nel suo complesso, una quota che genera oltre la metà del Pil nazionale. Questa massa critica, nelle intenzioni dei promotori, si traduce nella capacità di contribuire in modo qualificato e incisivo alla definizione delle future scelte del Paese e dell’Ue in materia di industria, transizione energetica, credito e innovazione.
Nella giornata odierna tenutasi a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, la Cabina di regia ha lanciato la grande scommessa su cui si lavorerà da subito: l’istituzione del Distretto unico della manifattura del Nord con l’intento di essere propositivi nelle relazioni con il Governo italiano e nei confronti della Commissione Europea.
L’agenda di lavoro della Cabina di Regia spazia su tematiche vitali per il sistema produttivo: dalle aree di accelerazione industriale agli strumenti territoriali come la Zona Logistica Semplificata (Zls) e le Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis), passando per la necessità di favorire l’attrazione degli investimenti e il rafforzamento delle filiere. Sul fronte dell’accesso al credito, l’attenzione è concentrata su strumenti come la moratoria dei mutui e il rafforzamento del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi, fondamentali per sostenere la competitività e la sostenibilità economica delle imprese in un contesto segnato dai costi di finanziamento. Parallelamente, il coordinamento punta a superare la frammentazione nel campo della ricerca e dell’innovazione, migliorando il trasferimento tecnologico verso i processi produttivi e favorendo un ecosistema in grado di attrarre e trattenere talenti.
Il blocco mira a incidere sulle regole europee, proponendo la revisione del regime degli Aiuti di Stato, a partire dalla normativa de minimis, e la revisione delle regole sul dimensionamento d’impresa. L’intesa ha poi trovato una spinta decisiva nell’allargamento del tavolo ai presidenti delle Confindustrie regionali, trasformando l’organismo in una piattaforma di sintesi tra istituzioni e rappresentanza d’impresa.
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