Como, che prezzi. È la regina del real estate lombardo

Report di Idealista Il capoluogo lariano si conferma il secondo più costoso della Lombardia dopo Milano

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Como

Il territorio di Como mostra un andamento economico contrastante nel settore immobiliare nel corso del secondo trimestre del 2026. Secondo l’ultimo report elaborato dall’ufficio studi di Idealista.it, la provincia comasca registra un prezzo medio di 2.333 euro al metro quadro, evidenziando una lieve flessione trimestrale dello 0,6% e un calo mensile dell’1,2% rispetto al mese di maggio. Questo temporaneo rallentamento allontana il settore immobiliare dal suo massimo storico di 2.372 euro al metro quadro che era stato toccato nel corso del mese di aprile del 2026.

Nonostante questa parziale contrazione congiunturale, il confronto su base annua della provincia resta ampiamente positivo, con un incremento complessivo del 5,6% rispetto a giugno del 2025. Di segno totalmente opposto è invece lo scenario che si registra per Como città: il capoluogo conferma la sua vivacità con un incremento trimestrale del 2,7% che porta il valore medio di offerta degli immobili a 3.037 euro al metro quadro. Como si posiziona così stabilmente come il secondo capoluogo più costoso di tutta la regione, superato soltanto dalla piazza milanese.

Nel resto della provincia di Como si osservano dinamiche estremamente diversificate tra i singoli comuni. Località come Tremezzina e Cernobbio mantengono quotazioni decisamente elevate, rispettivamente a 3.805 euro e 3.782 euro al metro quadro, pur avendo subito contrazioni trimestrali. Al contrario, si notano forti spinte al rialzo in altri centri come Gravedona ed Uniti, che cresce del 7,8% nel trimestre arrivando a 2.320 euro al metro quadro, e Montano Lucino, che segna un aumento del 7,3% toccando i 2.569 euro al metro quadro.

Prezzi delle abitazioni in salita

Allargando lo sguardo al contesto regionale, lo studio di Idealista.it evidenzia che i prezzi delle abitazioni in Lombardia continuano a salire, con una crescita dell’1,5% nel secondo trimestre del 2026 e un progresso del 7,4% su base annua. Il valore medio regionale si attesta a 2.414 euro al metro quadro, una cifra superiore alla media nazionale di 1.903 euro al metro quadro. La crescita interessa otto capoluoghi su undici. Lodi guida i rialzi con un incremento del 4,6%, seguita proprio da Como e Lecco, entrambe al 2,7%, e poi da Brescia e Varese con il 2,3%. Incrementi più contenuti si registrano a Cremona, Mantova e Monza. In controtendenza si muovono invece Pavia, Milano e Bergamo, che subiscono lievi flessioni nel trimestre.

A livello di prezzi provinciali, Milano si conferma l’area più cara della regione con 3.797 euro al metro quadro, stabilendo il proprio massimo storico dall’inizio delle rilevazioni. Como mantiene la seconda posizione regionale con i suoi 2.333 euro, seguita a breve distanza da Brescia a 2.276 euro e Monza-Brianza a 2.175 euro al metro quadro. Nella fascia intermedia si collocano Lecco, Varese, Sondrio, Bergamo e Lodi, con valori compresi tra i 1.742 e i 1.527 euro al metro quadro. Le aree più accessibili della Lombardia rimangono Cremona, Mantova e infine Pavia, che chiude la classifica regionale con 1.117 euro al metro quadro. Il quadro complessivo fotografa un mercato caratterizzato da forti asimmetrie locali, dove la costante richiesta sostiene i valori di offerta nella maggior parte delle province lombarde, delineando un comparto estremamente resistente anche in un contesto di estrema incertezza complessiva. Si tratta della prova che in momenti in cui gli investimenti finanziari sono estremamente condizionati da una difficoltà di previsione delle dinamiche globali, il settore immobiliare e non solo residenziale torna a garantire gli investimenti sul medio e lungo periodo.

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