«Como investe in aziende locali, turismo e immobili»
L’intervista. Lorenzo Bassani, per Banca Private Cesare Ponti: «Si rileva una crescita della cultura finanziaria tra gli imprenditori»
Lettura 2 min.Il patrimonio delle famiglie comasche gestite da Bper Banca Private Cesare Ponti è di circa un miliardo. Una clientela che ricerca una pianificazione non solo finanziaria del proprio patrimonio. Il territorio comasco e il Nord Lombardia si confermano aree strategiche per il private banking, caratterizzate da un forte tessuto imprenditoriale, da un mercato immobiliare in forte crescita e da una diffusa necessità di gestire al meglio il passaggio generazionale. Lo ha spiegato Lorenzo Bassani, vice direttore generale di Bper Banca Private Cesare Ponti.
Per quale motivo gli investitori comaschi scelgono di affidarsi a voi?
Banca Cesare Ponti ha iniziato una nuova fase dal 2024, quando il gruppo Bper ha deciso di focalizzare la clientela private in una realtà indipendente, arrivando oggi a quasi 50 miliardi di euro di raccolta a livello nazionale. In Italia definiamo private il cliente con una disponibilità finanziaria superiore ai 500mila euro. Nel Comasco ci rivolgiamo in gran parte a famiglie imprenditoriali e professionisti che richiedono servizi sempre più complessi. Non si tratta solo di gestire un portafoglio, ma di proteggere il patrimonio nel lungo termine. Il nostro punto di forza risiede nei nostri private banker: professionisti radicati sul territorio, ma con competenze trasversali, capaci di attivare le diverse specializzazioni del gruppo, a partire dalla sinergia con la divisione Corporate Investment Banking per affiancare le imprese nelle loro fasi di sviluppo.
La Lombardia e la Brianza continuano a catalizzare una quota rilevante di questi servizi, quanto pesa la nostra regione sul panorama nazionale?
I dati dell’Associazione Italiana Private Banking indicano che la ricchezza finanziaria investibile delle famiglie private continua a crescere a un ritmo vicino al 6% all’anno, con la prospettiva di superare i 1.600 miliardi di euro entro il 2027 a livello nazionale.
Il 30% di questa ricchezza gestita dal private banking è concentrato in Lombardia. Per quanto riguarda Banca Cesare Ponti, quasi il 40% della nostra raccolta complessiva fa capo al territorio lombardo. Nella sola provincia di Como superiamo il miliardo di euro di masse gestite, una cifra che quasi raddoppia se consideriamo anche le province di Varese e Monza Brianza.
Negli ultimi anni il settore manifatturiero locale ha mostrato segnali di rallentamento, mentre la ricchezza finanziaria continua ad aumentare, da dove proviene questa capacità di risparmio?
In primo luogo arriviamo da anni favorevoli per i mercati finanziari, che hanno garantito la rivalutazione dei patrimoni ben gestiti. Bisogna poi considerare la liquidità derivante dal settore immobiliare, che a Como e sul lago ha registrato un forte apprezzamento grazie all’interesse di acquirenti internazionali. Chi ha disinvestito con profitto dall’immobiliare ha potuto diversificare altrove. Infine, assistiamo a un fenomeno interessante: molti imprenditori riallocano parte delle risorse accumulate nell’economia reale, indirizzandole verso settori dinamici e innovativi.
Uno dei temi centrali per il tessuto aziendale comasco è il ricambio al vertice: come viene affrontato il passaggio generazionale?
Sollecitiamo costantemente i clienti a pianificare la successione con largo anticipo. Rispetto al passato, si nota una crescita della cultura finanziaria tra gli imprenditori, consapevoli che la continuità aziendale richiede scelte strutturate, che si tratti dell’ingresso della nuova generazione, di una riorganizzazione o di una cessione a soggetti in grado di garantire lo sviluppo della società. Le nuove generazioni hanno spesso una visione più globale e un’attitudine spregiudicata verso gli investimenti nell’economia reale. Il ruolo del banker è affiancare il capofamiglia e gli eredi per accompagnare questa transizione nel modo più lineare possibile.
In un contesto economico e geopolitico caratterizzato da grande incertezza, quali strumenti permettono di proteggere e valorizzare i patrimoni?
Non esistono formule magiche né algoritmi perfetti, ma conta l’esperienza nel comprendere gli obiettivi specifici di ciascun cliente. Gli strumenti finanziari attuali consentono sia la tutela del capitale dai rischi improvvisi, sia soluzioni mirate per chi ha una maggiore propensione al rischio. Più che sulle singole soluzioni di investimento, il valore della consulenza si fonda sulla trasparenza e sulla solidità della relazione nel tempo.
Esiste una domanda specifica per reinvestire le risorse all’interno del medesimo contesto territoriale?
Il legame con il territorio nell’area di Como resta molto marcato. Riscontriamo un interesse crescente verso operazioni di club deal, ovvero strutture che consentono a clienti privati di investire direttamente nell’economia reale, acquistando partecipazioni in aziende locali ad alto potenziale o sostenendo progetti immobiliari mirati, ad esempio nel comparto dell’accoglienza di alto livello. Tra i settori di rilevante interesse per il nostro territorio continuano a figurare il design e l’arredo della Brianza, le nuove tecnologie e il turismo legato alla ricettività di pregio. Inoltre, l’integrazione della Banca Popolare di Sondrio nel gruppo rafforzerà ulteriormente la nostra presenza e la conoscenza capillare delle dinamiche locali lungo tutta l’area prealpina.
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