Fantasie in passerella. Nuove prospettive per il disegno tessile

Moda Due giorni a Villa Erba con la rassegna Comocrea . Il settore guarda con favore alle nuove tendenze

Lettura 1 min.

La fantasia torna sulle passerelle e il disegno tessile intravede una possibile svolta dopo stagioni di crisi e di predominio dei tessuti uniti. Le ultime sfilate di New York, Londra, Milano e Parigi hanno riportato in primo piano colori e motivi decorativi, riaccendendo le aspettative di un comparto penalizzato dal rallentamento della moda. Una tendenza che potrebbe tradursi in nuovi ordini per gli studi specializzati, alle prese con un mercato ancora incerto.

È in questo scenario che lunedì 19 ottobre Villa Erba ospiterà Comocrea, con 23 studi distribuiti su 20 stand, pronti a presentare le nuove collezioni primavera-estate 2028. Di questi, 11 provengono dall’Italia, sei dal Regno Unito e uno ciascuno da Stati Uniti, Francia, Australia, Germania, Brasile e Pakistan. La contrazione della domanda ha colpito il primo anello della filiera, riducendo il numero degli espositori e spingendo alcune realtà a condividere gli stand per contenere i costi, pur di non rinunciare all’appuntamento cernobbiese, punto di riferimento internazionale per il disegno tessile. Una scelta che conferma l’importanza del contatto diretto con i clienti anche in una congiuntura sfavorevole.

«Il ciclo dell’unito deve prima o poi finire, anche per offrire al consumatore nuove motivazioni d’acquisto» osserva Stuart Sartori, presidente di Comocrea. La maggiore presenza di motivi decorativi nelle proposte degli stilisti alimenta le aspettative di un’inversione di tendenza, anche se il passaggio dalle indicazioni delle passerelle agli ordinativi delle aziende richiederà tempo.

I mercati

A sostenere gli operatori, anche nei momenti più critici, sono stati soprattutto gli Stati Uniti, dove, secondo Sartori, lo stampato non è mai scomparso dalle collezioni dei produttori locali. Un mercato strategico sul quale punta questa edizione, grazie al sostegno dell’Ice, che porterà a Villa Erba una delegazione di importanti clienti americani. La loro presenza offrirà agli espositori un’occasione di confronto diretto sulle esigenze della domanda oltreoceano.

A frenare l’ottimismo è tuttavia l’incognita dei costi industriali. Le tensioni sul mercato petrolifero si ripercuotono sulle lavorazioni tessili, in particolare su stamperie, tintorie e finissaggi.

«Sono aziende energivore che hanno dovuto ritoccare i listini dal 7 al 10%», sottolinea Sartori. Aumenti che rischiano di comprimere i margini e di pesare sulla competitività, proprio mentre il mercato sembra orientarsi verso prodotti più elaborati.

In una fase in cui la concorrenza sui prezzi si fa sempre più serrata, originalità e qualità diventano leve decisive. Sartori segnala un rinnovato interesse per il disegno realizzato a mano, su carta o direttamente su tessuto, rispetto alle elaborazioni digitali. Una rivalutazione delle competenze artigianali che consente di distinguersi attraverso proposte esclusive, capaci di rispondere alla ricerca di identità delle maison.

© RIPRODUZIONE RISERVATA