«ComoNext, così non va: il modello va ripensato»
L’affondo del presidente della Camera di commercio Vergani nel corso della Giornata dell’economia
Lettura 2 min.Erba
Non di solo turismo vive l’area lariana, nonostante la crescita del settore sia clamorosa: anche nel 2025 le presenze aumentano oltre il 10%. Tengono tuttavia le filiere storiche della manifattura e cresce l’eoport, segno di vitalità delle imprese. Diminuiscono inoltre le micro imprese mentre le medie e grandi assumono. Segnali che, tutto sommato, inducono a un moderato e prudente ottimismo, come è emerso mercoledì nel corso della 24a Giornata dell’Economia promossa dalla Camera di Commercio di Como-Lecco.
Il presidente, Ezio Vergani, ha fatto sintesi: «L’economia lariana continua a crescere, ma deve imparare a pensare in grande, pur “tenendo i piedi per terra”, superando logiche campanilistiche e rafforzando le reti tra imprese, territori e istituzioni».
L’appuntamento, come consueto a Lariofiere e molto partecipato, ha offerto una fotografia aggiornata dello stato di salute del sistema economico locale e delle sue prospettive in uno scenario internazionale sempre più complesso. Ad aprire i lavori è stato il presidente di Lariofiere Marco Galimberti, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione di confronto e programmazione per il territorio. «I numeri, i dati rilevati sono un punto di partenza. Ci aiutano a capire dove siamo e a orientare il percorso che abbiamo davanti».
Marco Galimberti ha richiamato il processo di trasformazione in corso all’interno del polo fieristico erbese, destinato a diventare sempre più un luogo di incontro permanente per imprese, innovazione e comunità.
«Stiamo portando avanti un importante percorso di rinnovamento che segue le stesse direttrici che oggi guidano le imprese: sostenibilità, innovazione e capacità di fare rete». Tra i progetti citati, la realizzazione della comunità energetica rinnovabile e un piano di riqualificazione complessiva della struttura.
«L’obiettivo è dare nuova vita al quartiere fieristico e renderlo sempre meno soltanto uno spazio espositivo e sempre più un luogo capace di generare relazioni, servizi e opportunità per il territorio». Il presidente della Camera di Commercio ComoLecco, Ezio Vergani ha poi evidenziato la tenuta dell’export lariano in un contesto internazionale difficile. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 12,5 miliardi di euro, in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente, mentre quelle verso gli Stati Uniti sono aumentate di circa il 10%, nonostante le politiche commerciali restrittive. «Le tante cassandre che prevedevano scenari disastrosi non hanno avuto ragione. Le nostre imprese hanno dimostrato ancora una volta creatività, capacità organizzativa e conoscenza dei mercati. È grazie a queste qualità se il sistema economico lariano continua a mantenere una forte presenza internazionale».
Il presidente della Cciaa lariana ha però invitato a non accontentarsi: «l’incremento del Pil manifatturiero è pari allo 0,5%. Tiene, ma non può soddisfarci. Europa, America e Asia corrono con velocità diverse e noi, che siamo una delle aree più industrializzate della Lombardia e del Paese, abbiamo il dovere di guardare più lontano e pensare in grande». Da qui il richiamo alla necessità di superare ogni forma di frammentazione territoriale. «Dobbiamo investire sempre di più nella capacità di fare sistema». Vergani ha poi indicato alcune delle realtà partecipate dalla Camera di Commercio come esempi concreti di trasformazione. Il primo riferimento è andato a Villa Erba: «Una società che ha saputo reinventarsi. Nata come struttura fieristica, oggi ha trovato un modello di business diverso e molto efficace». Analoga la valutazione su Lariofiere: «Stanno prendendo forma interventi che puntano a cambiare volto alla struttura. Dobbiamo continuare a immaginare spazi per le imprese, per la cultura e per la comunità, affinché questo luogo possa vivere tutto l’anno e generare valore per il territorio. Come Camera di Commercio continueremo a investire con convinzione in questa direzione». Più critico invece il giudizio su ComoNExT: «l’idea iniziale era eccellente, tuttavia nel tempo si è progressivamente irrigidita.Oggi circa il 70% dei ricavi deriva dagli affitti e soltanto il 30% dalle attività rivolte alle imprese. Una struttura nata per favorire innovazione e trasferimento tecnologico non può limitarsi a vivere di locazioni. Dobbiamo avere il coraggio di ripensarla e renderla nuovamente protagonista dello sviluppo del territorio».
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