Formazione post diploma, il modello long life learning

L’offerta formativa di Capac, il Politecnico del commercio e del turismo, per adolescenti, adulti e aggiornamento. Gabriele Cartasegna, direttore: «Un percorso non solo teorico, ma anche pratico fino all’inserimento lavorativo»

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Formazione professionale per giovani adolescenti e per il post diploma, ma anche aggiornamento per imprenditori e formazione continua nelle aziende.

E’ l’offerta formativa di Capac, il Politecnico del commercio e del turismo, storico ente di formazione di riferimento di Confcommercio-Imprese per l’Italia che dal 1961 fa crescere le competenze in quello che è un settore chiave dell’economia e della cultura imprenditoriale nazionale.

Ne parliamo con Gabriele Cartasegna, che come direttore di Capac guida la struttura composta da 300 collaboratori che ogni anno viene scelta da oltre 9mila persone per accrescere le competenze e sulla quale 1.200 aziende hanno investito come partner per la crescita professionale dei giovani o per la formazione continua dei loro dipendenti.

La sola formazione continua per lavoratori e lavoratrici totalizza 100mila ore l’anno: il modello è quello del long life learning, cioè l’aggiornamento costante delle competenze del capitale umano già inserito nelle aziende del turismo del commercio al dettaglio e all’ingrosso, dei servizi alle imprese e alle persone, dei trasporti, della logistica.

Quali sono gli aspetti più qualitativi della formazione dedicata agli adolescenti?

Il nostro obiettivo è realizzare e organizzare una formazione rapida (cioè che non duri eccessivamente), che non sia solo teorica ma anche pratica, fino a quella in assetto lavorativo. E che non sia una formazione fine a sé stessa ma che abbia un alto tasso di occupabilità. La prima formazione per i giovani è quella attraverso i nostri centri di formazione professionale dopo la terza media, quindi una scuola superiore ancora in obbligo scolastico. Consideriamo che in Lombardia oltre 60mila ragazzi escono ogni dalla terza media per inserirsi in percorsi di istruzione e formazione professionale la cui caratteristica è di avere una funzione importante in senso educativo. Sono percorsi che intercettano giovani per un apprendimento concreto e che hanno anche una funzione sociale visto che aiutano a contrastare la dispersione scolastica e ad aiutare giovani a rischio di marginalità.

Quali sono le materie di studio e chi sono i docenti?

In questo caso i docenti sono formatori di professione. Le materie sono un mix: essendo ancora scuola secondaria e in obbligo scolastico visto che nella fascia 13-18 anni sono evidentemente inclusi gli under 16 ci sono le materie di base affiancate dalle materie delle aree tecnico-professionali degli indirizzi scelti, sia per la teoria sia per l’esperienza pratica con stage curriculari in azienda. Andiamo ad insegnare e ad affinare le competenze trasversali, richiestissime dalle aziende in termini di capacità di lavorare in gruppo, attitudine a risolvere i problemi, spirito di adattamento, capacità comunicative e capacità di operare in contesti interculturali.

E’ una formazione che si appoggia quindi alla rete di centri di formazione professionale della regione?

Sì, sedi su cui sono impegnati anche altri soggetti di natura sia imprenditoriale sia confessionale (è il caso dei Salesiani) che laica. Abbiamo anche dei Cfp nostri, ma come sistema Confcommercio collaboriamo con tutte le realtà territoriali.

Che provenienza hanno i vostri ragazzi dei Cfp?

I giovani dei nostri centri di formazione professionale provengono da oltre 60 nazionalità diverse di prima o seconda generazione e oltre il 20% dei nostri iscritti è dato da allievi con disabilità certificate. Ciò per dire che c’è anche una forte funzione inclusiva. Ricordo inoltre che una terza funzione della nostra formazione professionale per gli adolescenti è quella economica in quanto formiamo figure che le imprese faticano a reperire.

Qual è invece l’offerta post diploma?

E’ la formazione delle Its Academy con cui costruiamo percorsi progettati anche con le aziende. In questo caso i docenti provengono perlopiù dall’impresa e dalle professioni. Oltre il 40% dei corsi si svolge con tirocini in azienda e il tasso di occupabilità è altissimo, oltre il 90% entro l’anno dal diploma. Oggi in Lombardia nel segmento più alto ci sono 20 Its Academy che operano in tutte le province: noi ne abbiamo una nostra con sede principale a Milano e corsi realizzati su diverse province. E’ un’academy sostenuta da noi, ma collaboriamo con tutte le altre.

Ci sono nuovi progetti su Lecco, Como e Sondrio?

Entro fine anno abbiamo in programma di sviluppare una presenza fisica nuova a Lecco. Sarebbe importante anche rispetto a tutto ciò che ruota intorno alle competenze professionali legate al turismo e all’ospitalità. Su Como è presente una Its Academy molto importante, la Iath Academy, con cui collaboriamo in modo consolidato. Idem su Sondrio dove c’è l’Its Academy per l’agroalimentare promossa e sostenuta anche da Confcommercio, che da quest’anno ha avviato nuovi percorsi nel turismo d’intesa con noi. Noi cerchiamo sempre di agire in ottica di partenariati e collaborazioni.

Cosa fate per imprenditori e professionisti?

Abbiamo due tipi di attività: corsi di formazione su tutto l’ambito delle abilitazioni professionali. Quindi dove ci sono mestieri che richiedono una formazione e un percorso abilitante specifico noi mettiamo in campo i servizi necessari.

Un esempio?

Nella meccanica auto noi formiamo tutte le professioni regolamentate dalla legge: meccanici, meccatronici, carrozzieri, gommisti. Tutte professioni che necessitano di corsi di formazione ad hoc. E, ancora, nell’immobiliare da molti anni siamo leader nella formazione degli agenti, che devono seguire un percorso formativo dedicato e sostenere un esame per l’iscrizione all’apposito albo camerale. E, ancora, il mondo degli agenti di commercio, del settore sociosanitario: tutti profili per cui noi facciamo corsi di abilitazione specifici.

Ci sono servizi di formazione anche per l’avvio di impresa?

L’auto imprenditorialità è un settore su cui lavoriamo molto accompagnando circa 250 nuovi imprenditori in questo percorso molto interessante e completo nello sviluppo o nel rafforzamento di un business legato a una startup. Lo facciamo dando loro competenze economiche, tecniche, di marketing, di gestione dell’attività, ma anche aiutandoli nello sviluppo del business plan, nelle pratiche amministrative o nell’accesso al credito.

Come si sostiene economicamente Capac?

Per i corsi finalizzati all’ottenimento di titolo di studio (com’è il caso dei corsi per adolescenti o per il post diploma), così come i corsi di formazione per disoccupati o inoccupati agiamo come privati accreditati in Regione Lombardia, finanziati con risorse pubbliche regionali, ministeriali, europee. Questa parte copre circa il 50% delle attività formative che facciamo. La parte restante (corsi di abilitazione professionale per adulti, formazione continua per le aziende e altro) o è a pagamento, oppure si tratta di attività, soprattutto per la formazione continua, spesso finanziate da Fondi interprofessionali, risorse della bilateralità previste nei contratti collettivi. Quindi risorse di altra natura che arrivano dalle imprese, dai contributi che vengono pagati ai Fondi interprofessionali o agli enti bilaterali per via dell’applicazione dei contratti collettivi.

In che misura le aziende del commercio versano lo 0,3% dei contributi, previsto per legge per finanziare i Fondi interprofessionali?

Le aziende possono decidere di lasciare questo versamento all’Inps o di versarlo in un Fondo interprofessionale a propria scelta, decisione, quest’ultima, che consente alle aziende di farsi finanziare la propria formazione.

In Lombardia ci sono 700mila imprese del terziario fra cui solo poco più del 10% aderisce a un Fondo interprofessionale, semplicemente perché se ne ha poca conoscenza a fronte comunque di una nostra attività di informazione e diffusione. E’ un’opportunità poco sfruttata per uno strumento poco conosciuto.

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