Il lago si sveglia senza i turisti: «Si paga l’incertezza generale»

Dopo un’ottima estate, il mese di novembre registra un drastico e improvviso calo di presenze. Battelli vuoti, strutture libere e cancellazioni di gruppi, si stima un calo superiore al 25%

Como.

Dove sono finiti i turisti attesi da qui al 20 dicembre sul nostro lago? La risposta al quesito posto in settimana dal presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio Como Luca Leoni segue più direttrici. Il dato oggettivo è che le presenze sono letteralmente crollate.

La conferma arriva da due lapidarie dichiarazioni che portano la firma di Alberto Cetti, proprietario dell’Albergo Lenno e presidente dell’Associazione Turistica Tremezzina e di Paolo Peroni, proprietario con la famiglia Peroni dell’Hotel Argegno e della Locanda Sant’Anna nonché consigliere dell’Associazione Albergatori di Confcommercio.

«Di colpo è come se in giro non ci fosse più nessuno. I battelli che sino alla terza decade di ottobre arrivavano pieni ora sono vuoti e anche il nostro ristorante dopo una stagione all’insegna dei grandi numeri vive ora giornate molto tranquille», la sottolineatura di Alberto Cetti.

«Non possiamo certo imputare la colpa al meteo. Sarebbe interessante capire cosa sta frenando i flussi turistici, calati già prima degli allarmi bomba in serie degli ultimi giorni - fa notare Paolo Peroni -. Lunedì (domani, ndr.) per la prima volta da oltre un anno a questa parte avremo le dodici camere dell’Hotel Argegno libere. La nostra filosofia di famiglia resta quella di fornire un servizio non solo ai turisti, ma anche a chi viene sul lago per lavoro dodici mesi l’anno».

Dunque a fronte di queste affermazioni giunte in presa diretta, il -25% in fatto di pernottamenti atteso per il mese di novembre (la previsione è a firma di Luca Leoni) potrebbe da qui a fine mese subire un ulteriore ritocco al rialzo. «Sicuramente l’attuale situazione internazionale non aiuta - fa notare ancora Alberto Cetti -. Salire su un aereo e non sapere dove si atterra non rappresenta certo un incentivo a viaggiare. Qualche riflessione sulla prossima stagione, a fronte dell’esperienza per l’anno in corso, andrà fatta, soprattutto dalla metà di novembre in poi. Il periodo natalizio fa storia a sé, invece. A proposito della seconda parte di novembre, avevamo gruppi prenotati che hanno cancellato le rispettive prenotazioni». «Siamo tornati ai tempi pre-Covid - fa eco Paolo Peroni - Si vive alla giornata. Stasera (ieri, ndr.) siamo quasi al completo. Per giunta registriamo presenze da nuovi Stati, come Moldavia e Turchia».

Il tema è dunque di stretta attualità, considerato che lo scenario - per le strutture che avevano deciso di scommettere sulla destagionalizzazione - sta ripidamente mutando. «Novembre non è mai stato un mese turistico - rimarca il vicepresidente della Camera di Commercio di Como-Lecco, Giuseppe Rasella -. Prematuro dunque trarre conclusioni affrettate, peraltro dopo una stagione estiva importante come quella da poco concluso. E’ chiaro le elezioni di “Midterm” in America, le attuali turbolenze internazionali, i falsi allarmi sui voli europei e così una situazione tutt’altro che rosea come quella dell’economia tedesca - tra i principali mercati turistici di riferimento per il nostro lago - sono tutti fattori da tenere nella debita considerazione».

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