(Foto di archivio)
Iniziative Lungo calendario per informare e aumentare la consapevolezza. Biavaschi: «L’obiettivo è costruire un’uguaglianza reale e trasversale»
Lettura 2 min.Uno sportello antiviolenza, un osservatorio sul disagio giovanile e un calendario di eventi per promuovere la cultura del rispetto e delle pari opportunità. Sono le principali iniziative presentate dalla professoressa Paola Biavaschi, delegata della Rettrice all’Uguaglianza di genere e alle Pari opportunità e direttrice del Dipartimento di Scienze Umane e dell’Innovazione per il Territorio, insieme a Giacomo Furlanetto, borsista di ricerca senior in Sociologia del diritto dello stesso Dipartimento.
Tra le novità, la convenzione tra l’Università e la Fondazione Felicita Morandi di Varese, che ha portato all’attivazione di uno sportello di primo ascolto nell’Aula Rosa del Padiglione Antonini, rivolto alle studentesse e al personale femminile dell’Ateneo. Le operatrici della Fondazione offrono accoglienza, orientando le utenti verso i servizi territoriali più adeguati. L’iniziativa rientra nelle attività coordinate dalla professoressa Biavaschi, che negli ultimi mesi ha portato anche alla nascita di Oggi – Osservatorio Giovanile di Genere Insubria, primo osservatorio dell’Ateneo dedicato a tali temi. L’organismo, in collaborazione con Prefettura, Rete interistituzionale antiviolenza, Ufficio scolastico territoriale e Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approfondisce il disagio minorile, con attenzione alle differenze di genere e alla prevenzione, promuovendo interventi basati su evidenze scientifiche.
A completare il percorso c’è il Bilancio di genere, adottato da alcuni anni come strumento di analisi e programmazione delle politiche dell’Ateneo. Raccogliendo e aggiornando dati sulla composizione della comunità universitaria, sugli aspetti occupazionali post-laurea e sulle iniziative promosse dai Dipartimenti, è possibile monitorare il livello di equità e individuare aree di miglioramento.
L’impegno dell’Ateneo proseguirà in autunno con tre incontri volti al confronto e alla sensibilizzazione. Nel primo, il 27 ottobre a Varese, sarà presentata la Carta degli impegni regionale, promossa da Regione Lombardia attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto studentesse e studenti universitari. La Carta include azioni concrete per favorire la cultura del rispetto e contrastare la violenza contro le donne.
Il 28 ottobre, sempre a Varese, si terrà un convegno sulle diverse forme di discriminazione: dalla violenza ai temi legati ai diritti delle persone LGBTQ+, dei migranti e di altre categorie esposte all’esclusione. L’incontro, organizzato dall’Insubria insieme ad Arcigay Varese, coinvolgerà docenti ed esperti.
Infine, il 10 e 11 dicembre a Como, nell’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio, la II edizione del convegno “Parole e crimini d’odio. Prospettive giuridiche e interdisciplinari su violenza, discriminazioni e linguaggi d’odio”. L’edizione 2026 prevede anche una call for papers aperta fino al primo ottobre per ricercatori, assegnisti, dottorandi, studenti e professionisti interessati a tali temi.
«L’obiettivo è costruire un’uguaglianza reale e trasversale, fondata sul rispetto delle persone - spiega Paola Biavaschi - Il ruolo dell’Ateneo è promuovere questa cultura attraverso attività basate su dati scientifici, offrendo informazioni oggettive e strumenti di consapevolezza».
Secondo Giacomo Furlanetto, il contrasto alla violenza non può affidarsi solo agli strumenti normativi. «Il diritto è importante, ma da solo non basta. Negli anni le norme sono state rafforzate, ma il fenomeno della violenza continua a essere presente e resta sicuramente elevato anche il numero delle violenze che non vengono denunciate. Serve un cambiamento culturale». Un cambiamento che passa anche dall’informazione e dalla conoscenza dei propri diritti. «Parlando con le studentesse emerge come molte di queste sentano ancora mancanza di tutela e di consapevolezza. Informare significa aiutare a riconoscere situazioni di disagio, capire come muoversi e sapere a chi rivolgersi. L’obiettivo è creare tale consapevolezza, con ricadute anche sul territorio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA