Investire sul futuro: un progetto di rete pensato per i giovani
Sostegno Lo studio verrà presentato oggi al Meeting di Rimini. Pontiggia: «Non si tratterà di finanziamenti a pioggia, ma di comprendere a fondo le dinamiche del territorio»
Lettura 1 min.Giovani ed economia reale: il credito cooperativo scommette sull’autoimprenditorialità contro il disagio delle nuove generazioni.
«Se non ci attiviamo noi per riconoscere le reali esigenze dei futuri lavoratori e imprenditori in un territorio dinamico come il nostro, chi altro potrebbe farlo?» è stato il commento di Giovanni Pontiggia nel presentare l’appuntamento di oggi pomeriggio, al Meeting di Rimini, dedicato proprio a “Progetti autoimprenditorialità e disagio giovanile”.
In un panorama socio-economico dominato da incertezze strutturali e da orizzonti di breve periodo, il disagio giovanile è un fattore critico di tenuta competitiva e sociale del territorio. È con questa consapevolezza che la Bcc Brianza e Laghi, guidata dal presidente Giovanni Pontiggia, ha scelto di sostenere un’iniziativa integrata di analisi e intervento promossa nella Zona Pastorale 5 della Diocesi di Milano che comprende un’area nel monzese che arriva anche nella provincia di Como, ad Arosio e Brenna, in sinergia con l’Unicatt, l’Ucid e le istituzioni civili e religiose locali. Alla base dell’iniziativa vi è la costruzione di un database scientifico e di un modello di mappatura quantitativa e qualitativa del disagio giovanile legato al lavoro, all’impresa e alle prospettive di crescita economica delle nuove generazioni.
Lo studio
L’analisi promossa dall’Università Cattolica è finalizzata a definire con precisione i contorni statistici ed economici del fenomeno prima di allocare le risorse finanziarie e operative. «Non si tratta di finanziare a pioggia, ma di comprendere a fondo le reali dinamiche del territorio per impostare risposte strutturate e durature» sottolinea Pontiggia. L’approccio riflette la natura propria del Credito Cooperativo, storicamente vocato a interventi di coesione sociale.
Da più parti si intercetta il malessere delle nuove generazioni che non deriva da una presunta assenza di motivazione o di spirito di sacrificio, stereotipo ampiamente smentito dalle indagini sul campo, ma da una profonda inquietudine per il futuro. Rispetto al passato, in cui le traiettorie di carriera e i percorsi lavorativi si sviluppavano lungo binari stabili, il contesto attuale impone una precarietà diffusa e prospettive a breve termine. Questa discontinuità strutturale genera un senso di disorientamento che rischia di paralizzare i talenti e alimentare la fuga dei cervelli.
Ecosistema integrato
La risposta economica e finanziaria deve quindi essere trasversale, capace di coinvolgere la scuola, l’industria, le istituzioni e il sistema bancario di prossimità. La chiave di volta individuata dalla Bcc Brianza e Laghi risiede nell’autoimprenditorialità e nell’accompagnamento mirato dei giovani talenti. Non si sosterranno solo startup ad alto valore tecnologico o digitale, ma anche il rilancio dei settori tradizionali dell’economia reale, dall’artigianato evoluto all’agricoltura di nuova generazione.
«Per concretizzare questa visione, il sostegno finanziario dovrà focalizzarsi sulla validità del progetto innovativo e sulla volontà dei giovani di investire su se stessi – ha concluso il presidente Pontiggia - creando un ecosistema integrato con gli incubatori tecnologici, gli enti di formazione professionale e le associazioni datoriali. Un modello integrato che mira a trasformare la preoccupazione giovanile in energia propulsiva, offrendo un progetto pilota replicabile anche al di fuori dei confini lombardi».
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