Lake Como Future, una nuova realtà associativa per portare innovazione sul territorio
La presentazione mercoledì 30 settembre in via Lambertenghi. Al vertice un ventiseienne comasco, Mattia Oliva, rientrato a Como dagli States
Lettura 1 min.Como
Dopo cinque anni negli Stati Uniti, Mattia Oliva, comasco di 26 anni, è tornato in città e ha fondato Lake Como Future. L’obiettivo è portare innovazione e cultura d’impresa sul territorio, aiutando le aziende comasche a lavorare con le nuove tecnologie e avvicinando a questo mondo anche i più giovani. La presentazione si è tenuta mercoledì 30 settembre in sala Recchi, in via Lambertenghi, davanti a una trentina di persone, tra cui imprenditori di realtà storiche del territorio.
«Ho fatto tutta l’università a Tampa, in Florida, e ho maturato diverse esperienze lavorative, anche nell’area di San Francisco, dove ho visto da vicino il nuovo mondo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale» racconta Oliva. «Tornato a Como, mi sono accorto che il territorio è pieno di risorse» che potrebbero essere valorizzate ancora meglio «abbracciando le innovazioni che stiamo vivendo». Con lui guidano il progetto Lorenzo Monteleone, Federico Galimberti e Tommaso Pezzoli, tra i 22 e i 26 anni. «Lavoriamo tutti nel mondo delle startup, quindi usiamo queste tecnologie quotidianamente», spiega Oliva.
Ospite della serata Andrea Gay, ex partner di Boston Consulting Group, ceo e cofondatore di Clearfin. Nelle grandi aziende, ha spiegato, si decide con un direttore finanziario. Nelle Pmi questa figura di solito manca, perché costa quanto due persone in più in produzione, e il titolare si regola da solo, con i conti su Excel e il commercialista che li vede mesi dopo. Secondo Gay, oggi fatturazione elettronica, open banking e AI possono portare anche nelle piccole medie imprese servizi finora riservati alle multinazionali. «La finanza è l’area dove l’intelligenza artificiale sta crescendo di più», ha detto. «All’imprenditore resta il compito più difficile: decidere, governare il business e conoscere».
«Innanzitutto vogliamo capire quanto interesse c’è da parte delle realtà industriali comasche verso questi temi», dice il fondatore. Nei prossimi mesi l’associazione vuole misurare quanto aziende e ragazzi adotteranno queste tecnologie. Oliva non nasconde un giudizio critico: «Secondo me Como è rimasta un po’ indietro rispetto a Lecco, dove il Politecnico spinge molto sulle nuove tecnologie e sul deep tech». Con ComoNExT, il polo dell’innovazione di Lomazzo, i contatti ci sono: «Vedremo se in futuro ci sarà la possibilità di collaborare». Per Oliva la città resta comunque un terreno fertile: «Oggi mancano ancora gli spazi fisici in cui raccontare ai ragazzi quante opportunità offre questo mondo. È proprio quello che cerchiamo di fare noi».
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