L’avanzata dello street food. Raddoppiano le imprese

Trend. Il settore ha registrato una crescita dell’88,7% negli ultimi dieci anni Lombardia prima a livello nazionale con 544 imprese, 20 nel Comasco

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M. Gis.

A fine marzo 2026 in provincia di Como ci sono 20 imprese attive nel comparto dello street food, solo un’azienda per il comune di Como. Una fotografia che evidenzia come l’espansione della ristorazione mobile nel territorio comasco sia prevalentemente legata ai comuni della cintura urbana e alle aree a marcata vocazione turistica del lago e delle valli. Il dato locale s’inserisce nel più ampio scenario tracciato dall’ultimo report diffuso da Unioncamere e InfoCamere sulla base delle rilevazioni ufficiali del Registro delle Imprese.

L’analisi statistica documenta come, nel decennio compreso tra il 31 marzo 2016 e il 31 marzo 2026, lo street food si sia trasformato da fenomeno perlopiù metropolitano a componente strutturale dell’offerta commerciale e turistica italiana. A livello nazionale, le imprese registrate nel settore sono quasi raddoppiate, passando da 2.271 a 4.286 unità complessive, con un incremento netto dell’88,7%. Contemporaneamente, la copertura territoriale si è ampliata del 57,0%: i comuni italiani che ospitano almeno un’attività del comparto sono saliti da 1.258 a 1.975, segnando l’ingresso di ben 717 nuovi enti locali nella mappa del cibo su ruote. Oggi più di un comune su quattro ospita un’impresa del settore, contro il rapporto di uno su sei registrato dieci anni fa.

In questo quadro di forte crescita, la Lombardia si attesta saldamente come la prima regione d’Italia per numero assoluto di attività, conteggiando 544 imprese al 31 marzo 2026 (in crescita dell’88,9% rispetto alle 288 del 2016). Nella graduatoria nazionale seguono la Sicilia con 514 realtà e la Puglia con 510. Tra le province, il primato spetta a Milano con 256 imprese totali, davanti a Roma (230) e Lecce (192). A livello di singoli comuni, invece, la capitale conquista il primo posto con 129 esercizi, superando di misura il comune di Milano che si ferma a 128 attività, mentre a maggiore distanza seguono Torino (78), Palermo (48) e Bari (44).

Oltre all’espansione numerica e geografica, la rilevazione firmata da InfoCamere e Unioncamere evidenzia un’importante evoluzione nella tipologia giuridica e nella governance delle aziende. Benché la forma dell’impresa individuale resti la veste prevalente con 3.157 unità (pari al 73,7% del totale), si assiste a una decisa spinta verso la strutturazione aziendale. Le società di capitale sono infatti cresciute di quasi il 500% (per l’esattezza +490,5%), passando da 105 a 620 strutture, aumentando la propria incidenza sul totale delle imprese registrate dal 4,6% al 14,5%.

I dati confermano che lo street food non rappresenta più una semplice soluzione informale o contingente, ma un modello d’affari maturo, flessibile e capace di attrarre investimenti privati in modo capillare.

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