Manifattura d’eccellenza: sul Lario 166 imprese

Osservatorio Nomisma Le aziende con performance superiori alla media. A Lecco quota 1,2 miliardi di ricavi, più del doppio dei 552 milioni di Como

Lettura 1 min.

Nelle province lariane Nomisma individua 166 “Imprese Controvento”, si tratta di aziende che registrano performance nettamente superiori alla media e si distinguono per indicatori come crescita dei ricavi, marginalità e capacità di generare valore aggiunto.

A livello nazionale queste realtà rappresentano il 7,4% del totale delle aziende manifatturiere, ma generano il 10% dei ricavi complessivi del settore (102,6 miliardi di euro), il 24,9% dell’Ebitda e il 16% del valore aggiunto.

In Lombardia le imprese Controvento sono 1.633, il 7,1% dell’intero comparto regionale, e impiegano complessivamente circa 73.400 addetti. La concentrazione più elevata si registra in provincia di Milano, con 437 aziende ad alte performance, seguita da Bergamo (288) e Brescia (287). Completano il quadro Monza e Brianza (125 imprese), Varese (105), Lecco (85), Como (81), Cremona (61), Mantova (53), Pavia (41), Sondrio (36) e Lodi (34).

Nel complesso, le imprese “Controvento” lombarde generano ricavi pari a 33,3 miliardi di euro, il 10,8% del totale della manifattura regionale (contro il 10% della media nazionale). Sono una minoranza, ma hanno un peso rilevante nella creazione di valore: l’Ebitda complessivo è di 8,8 miliardi, con un’incidenza del 26,5% sul totale del manifatturiero lombardo. Anche il valore aggiunto conferma questo ruolo, attestandosi a 13,6 miliardi, il 17,4% della manifattura regionale.

Le 81 realtà della provincia di Como generano complessivamente 552milioni di ricavi, mentre quelle lecchesi, 85 imprese in totale, raggiungono 1,277 miliardi, oltre il doppio del valore comasco. A livello territoriale, Milano guida la classifica con 16,5 miliardi, seguita da Bergamo (4,8 miliardi), Brescia (3miliardi), Monza e Brianza (2,5 miliardi), Varese (1,8), Cremona (737milioni), Pavia (712 milioni), Mantova (606 milioni), Sondrio (379 milioni) e Lodi (297 milioni).

Un altro elemento rilevante che emerge dalla settima edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, curato da Nomisma in collaborazione con Crif e Cribis, riguarda il gap di redditività tra imprese Controvento e Non Controvento, che non solo persiste, ma tende ad ampliarsi nel tempo. Negli ultimi cinque anni, i ricavi medi delle imprese Controvento lombarde sono passati da 11,5 a 20,4 milioni, con una crescita del 77%, superiore alla media delle imprese Controvento del Nord Italia.

Il report mette in evidenza il peso significativo del comparto delle apparecchiature elettroniche, che con oltre 5,8 miliardi di euro rappresenta il 18% dei ricavi totali delle imprese Controvento lombarde. Seguono il settore farmaceutico, con 3,7 miliardi (11% del totale), quello dei metalli (3,2 miliardi) e della chimica (3miliardi).

Questi dati diventano ancora più interessanti se confrontati con la distribuzione delle imprese, prevale infatti la manifattura metallifera, con 441 aziende Controvento, davanti a machinery (216) e gomma e plastica (129). Il divario tra numerosità e capacità di generare valore mostra come, nel modello lombardo, il vantaggio competitivo sia sempre più legato al contenuto tecnologico e alla posizione nella catena del valore, più che alla semplice diffusione produttiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA