Manifattura lombarda, fatturato in recupero ma imprese sfiduciate
Il report Il primo trimestre del 2026 si apre in positivo con un lieve recupero della produzione industriale. Attese negative da caos geopolitico e aumento dei costi
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Avvio positivo con incrementi su tutti i principali indicatori economici, ma le aspettative degli imprenditori risultano in peggioramento a causa delle incertezze geopolitiche. I principali ostacoli riguardano la tenuta delle catene di fornitura, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e il rischio di una nuova escalation tariffaria.
Resi noti ieri i dati dell’Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia relativi al primo trimestre 2026. Rispetto al periodo precedente, la produzione industriale cresce dello 0,5%, fatturato +0,6%, ordini interni +1,3%, esteri +0,3%. Per l’artigianato la produzione cresce dello 0,3%, fatturato +0,2%, ordini esteri +0,7%, mentre gli ordini interni -0,1%. Su base annua l’incremento per l’industria è del +2,4%, fatturato +2,8%, la quota realizzata oltreconfine è pari al 38,9%. L’artigianato sull’anno segna un +2%, fatturato +1,9%. Sul fronte dei costi, i prezzi delle materie prime tornano a salire, +3,7% per l’industria e +6,1% per l’artigianato rispetto al trimestre precedente, incrementi che non si osservavano da inizio 2023.
«E’ vitale che le istituzioni, il sistema camerale e tutti gli stakeholder del territorio restino uniti, facendo scudo comune per supportare e proteggere le nostre aziende di fronte alle sfide che ci attendono – ha evidenziato Gian Domenico Auricchio presidente di Unioncamere Lombardia - Oggi serve soprattutto sostenere la competitività delle mpmi aiutandole a rafforzare l’export e a fronteggiare l’aumento dei costi energetici e degli altri fattori produttivi, accompagnando le imprese a sviluppare ulteriormente competenze e produttività». «Su tutti i settori, su tutte le filiere c’è una competizione internazionale iniqua, su tutti i settori registriamo un’aggressività sempre più influente da concorrenti cinesi ed extraeuropei che hanno meno vincoli e meno costi di produzione - ha affermato Guido Guidesi assessore regionale allo Sviluppo Economico - Non c’è più tempo, o si cambia impostazione o noi a medio termine non reggeremo. Per difendere il lavoro serve un coraggio istituzionale che a Bruxelles non vedo, un coraggio che la Lombardia invoca a voce alta e unanime».
«La frenata è in corso – ha osservato Giuseppe Pasini presidente Confindustria Lombardia - Gli imprenditori sono preoccupati dagli effetti inflattivi sull’economia reale e dalla eccessiva dipendenza da terzi nell’approvvigionamento perché è ormai evidente che, nelle attuali condizioni di caos geopolitico e guerre commerciali, chi controlla l’energia e le materie prime controlla la crescita. La situazione è emergenziale e il sistema Italia ha tutte le ragioni per ottenere lo sforamento del Patto di Stabilità».
«Tolti i bandi regionali e statali, l’iper ammortamento e l’azione meritoria dei Confidi, il sistema creditizio tradizionale, in questo delicatissimo momento, sembra chiudere i rubinetti alle micro e piccole imprese - ha dichiarato Stefano Fugazza presidente Unione Artigiani Lombardia - A fianco di tutto ciò, resta la difficoltà di reperire nuova forza lavoro. Insieme alle istituzioni e al mondo scolastico dobbiamo metterci al più presto intorno a un tavolo per presentare ai più giovani l’artigianato come un’opportunità concreta, attuale e appassionante»
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