(Foto di Archivio)
Il progetto innovativo ideato dalla psicopedagogista Lucia Todaro e dal cantautore Gianca si basa sulla musica. Un tour nelle scuole tra riflessione e canzoni per aiutare i giovani a vincere le paure e a scoprire il proprio valore
Lettura 4 min.“Sulla strada... la felicità possibile” è un ciclo di incontri promossi dal Centro Italiano Femminile (Cif) Provinciale di Como attraverso lo Sportello Scuola e Volontariato, che vede protagonisti la psicopedagogista Lucia Todaro e il cantautore e musicoterapeuta Giancarlo Di Muoio (in arte Gianca).
Un percorso di riflessione e formazione che sceglie un linguaggio diverso da quello della lezione tradizionale con parole, musica e canzoni.
Ci siamo incontrati in modo quasi fortuito, a seguito di un’intervista radiofonica rilasciata da ciascuno di noi all’emittente Ciao Como. Giancarlo ha ascoltato il mio intervento, io il suo; lui ha cercato i miei libri e io ho ascoltato i suoi brani. Poco dopo mi ha contattata, facendomi notare come i contenuti e i valori espressi nelle tracce del suo ultimo album, intitolato appunto Sulla strada, si intrecciassero in modo naturale con le tematiche che io affronto nel mio libro La felicità possibile. Essendo lui un pedagogista e musicoterapeuta e io una psicopedagogista e formatrice, condividiamo una lunga esperienza sul campo con i ragazzi del territorio comasco. Io mi occupo da ventisette anni dello Sportello Scuola e Volontariato di Como con gli adolescenti delle superiori, mentre lui lavora costantemente negli istituti scolastici. Da questa affinità è nata l’idea di mettere a fattor comune le rispettive competenze, creando una proposta integrata che potesse accompagnare i giovani in quella fase delicata della crescita in cui si interrogano sul proprio futuro e sul percorso di maturazione personale.
Abbiamo ideato un format dinamico, della durata di circa un’ora e un quarto, concepito non come una lezione frontale, ma come uno spettacolo-dialogo integrato. Abbiamo selezionato alcuni brani particolarmente significativi dal repertorio di Giancarlo, che egli esegue e canta dal vivo, accompagnandosi con chitarra e tastiere. Da parte mia ho redatto dei testi specifici, pensati per dialogare direttamente con le parole delle canzoni e con la sensibilità degli studenti. Il nostro obiettivo è stimolare una riflessione profonda, ma con un linguaggio informale. Alterniamo l’ascolto musicale a letture, interpretazioni e momenti diretti di interazione e gioco che mettono in discussione i ragazzi. Vogliamo offrire loro uno spazio in cui fermarsi ad ascoltare ciò che si muove al loro interno, aiutandoli ad alleggerire il peso delle paure tipiche dell’adolescenza e mostrando come sia possibile affrontare gli imprevisti, i bivi e persino i momenti di solitudine o delusione, trasformandoli in risorse per il proprio cammino.
In questa fase iniziale intendiamo proporre il format come un vero e proprio progetto pilota. Il percorso coinvolge in prima battuta circa 180 studenti, suddivisi in tre gruppi, che arrivano dallo Sportello Scuola e Volontariato di Como. A questi si aggiungono le tre classi terze del Liceo Carlo Porta di Erba. La dirigenza del Liceo Porta ha scelto di inserire la nostra attività all’interno del Progetto Orientamento. Sebbene il nostro intervento non si focalizzi sull’offerta formativa o sulle scelte di indirizzo scolastico, la scuola ha compreso il valore propedeutico del nostro messaggio: prima ancora di scegliere quale percorso intraprendere, gli studenti hanno la necessità di interrogarsi su ciò che li rende felici e sulle competenze trasversali (life skills) necessarie per affrontare qualunque strada futura con coraggio, flessibilità e speranza.
La struttura dell’incontro è stata volutamente progettata per essere modulare e adattabile al pubblico che abbiamo di fronte. Se ci rivolgiamo agli studenti di un liceo, calibriamo i testi enfatizzando concetti storici, filosofici o pedagogici che i ragazzi ritrovano nel loro piano di studi. Con gli studenti degli istituti tecnici, invece, lasciamo maggiore spazio all’impatto delle canzoni e a dinamiche di coinvolgimento concrete, più vicine al loro modo di approcciarsi. È una formula spendibile anche con il pubblico adulto ed è già richiesta da diverse realtà, tra cui associazioni di volontariato a Milano e istituti scolastici in altre regioni, per esempio in provincia di Torino. Inoltre, visto l’interesse delle nostre rispettive case editrici e discografiche (tra cui Feltrinelli), stiamo valutando la possibilità che questa esperienza evolva in un progetto editoriale o in un audiolibro dedicato.
Se osserviamo il potenziale dei ragazzi di oggi rispetto a quello di venti o trent’anni fa, ci troviamo di fronte a una generazione straordinariamente ricca. Hanno capacità cognitive, relazionali, creative e di visione decisamente superiori rispetto alle generazioni precedenti. Tuttavia, questo enorme potenziale spesso appare “contratto” e bloccato. I giovani odierni sono emotivamente molto più fragili, soffrono di un’autostima spesso carente e vivono con il timore costante di non essere all’altezza o di non valere abbastanza. Frequentemente si ritirano in se stessi o rinunciano a mettersi in gioco perché il mondo adulto fatica a proporre loro contesti in cui possano sentirsi davvero responsabili e protagonisti. Quando non trovano sponde educative valide o spazi d’ascolto protetti, il rischio è che questa energia inespressa sfoci nel ritiro sociale, nella dispersione scolastica o nei fatti di cronaca che spesso leggiamo sui giornali.
Chiedono un senso profondo e un incoraggiamento sincero. Ogni anno, solo nello Sportello Scuola e Volontariato di Como, accogliamo oltre 600 ragazzi provenienti da tutte le scuole superiori della provincia. Partecipano a incontri pomeridiani, fuori dall’orario scolastico e senza la spinta dei crediti formativi. Quando arrivano, nei loro occhi si legge una ricerca autentica di significato. Il dato in assoluto più emblematico è che più della metà di loro, anche a distanza di anni dalla maturità, ritorna spontaneamente per prestare servizio attivo nelle associazioni di volontariato del territorio. Questo dimostra che gli adolescenti non sono né apatici né privi di valori: sono alla ricerca di occasioni che diano valore al loro percorso. Il nostro compito come educatori, genitori e formatori non è quello di indicare una strada predefinita, ma di fornire loro la forza emotiva per tracciare la propria, guidandoli a comprendere che la felicità non è un premio che attende solo al traguardo, ma un’attitudine che si costruisce giorno per giorno lungo tutto il viaggio.
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