Rete Its, la sfida del futuro: «Servono 300 milioni l’anno»

La proposta di un fondo strutturale nazionale per dare stabilizzazione al settore dopo la crescita legata al Pnrr. «Vogliamo consolidare la dimensione attuale, mantenendo selezione all’ingresso e alta qualità della formazione»

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«La collaborazione tra Stato e Regioni si è dimostrata efficace nel sostenere lo sviluppo degli Its Academy e riteniamo che proprio questo modello possa rappresentare la base per affrontare la prossima fase».

Per questo Rete Its Italia chiede di istituire un fondo strutturale nazionale di almeno 300 milioni di euro all’anno, inserito in una programmazione pluriennale delle risorse, come spiega, fra l’altro, , presidente Rete Its Italia.

Come si profila il nuovo anno per le iscrizioni agli Its?

Il nuovo anno si presenta positivamente. Abbiamo superato i 40.000 studenti e la conoscenza degli Its Academy tra giovani, famiglie e imprese è cresciuta molto. Il nostro obiettivo, però, non è inseguire una crescita esponenziale degli iscritti: vogliamo innanzitutto consolidare la dimensione raggiunta, mantenendo la selezione all’ingresso e, soprattutto, l’elevata qualità della formazione.

Il successo degli Its si misura infatti non soltanto nei numeri, ma nella preparazione dei diplomati e nella loro elevata occupabilità. Potremo crescere ancora laddove esistano reali fabbisogni delle imprese e concrete prospettive occupazionali, ma sempre preservando gli standard qualitativi che caratterizzano il nostro modello.

Quali sono mediamente i nuovi corsi in apertura sulla base delle esigenze espresse dalle imprese?

Uno dei grandi punti di forza degli Its è proprio la capacità di aggiornare rapidamente l’offerta formativa sulla base delle esigenze espresse dalle imprese. Oggi la domanda si concentra soprattutto su intelligenza artificiale, cybersecurity, dati, cloud, automazione, robotica, meccatronica avanzata, energia e sostenibilità. L’intelligenza artificiale, in particolare, è ormai trasversale a quasi tutte le filiere produttive e stanno emergendo professionalità sempre più ibride, capaci di integrare competenze tecnologiche e conoscenza dei processi produttivi. La nostra regola, però, deve rimanere chiara: un nuovo percorso Its deve nascere da un fabbisogno reale delle imprese e offrire concrete prospettive occupazionali ai nostri studenti.

Its e Pnrr: come andrà a concludersi la questione legata ai finanziamenti?

Il Pnrr ha consentito agli Its Academy di compiere un salto straordinario, ampliando l’offerta formativa e permettendo la realizzazione di laboratori e infrastrutture tecnologiche di altissimo livello. Certamente le Fondazioni hanno dovuto confrontarsi anche con procedure e difficoltà burocratiche non sempre compatibili con quella capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti che rappresenta una delle caratteristiche distintive degli Its Academy. Ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, ma non possiamo non riconoscere che il Pnrr è stato un grande acceleratore della crescita del sistema e, allo stesso tempo, uno straordinario amplificatore della sua conoscenza nel Paese. Ora si apre una nuova sfida: garantire la sostenibilità degli investimenti realizzati. Laboratori così avanzati richiedono manutenzione, aggiornamento tecnologico e personale specializzato. Per questo auspichiamo che eventuali risorse residue del Pnrr possano confluire in un fondo dedicato alle Fondazioni Its destinato anche alla gestione e all’aggiornamento delle infrastrutture realizzate. La vera eredità del Pnrr dovrà essere trasformare un investimento straordinario in un patrimonio strutturale del Paese.

Ci sono possibilità per inserire stabilmente gi Its nei canali di finanziamento pubblico ordinamentale?

È probabilmente la sfida principale dei prossimi anni. Gli Its Academy non sono più una sperimentazione, ma una componente ormai consolidata dell’istruzione terziaria italiana. Per questo Rete Its Italia propone un fondo strutturale nazionale di almeno 300 milioni di euro all’anno, accompagnato da una programmazione pluriennale e mantenendo alle Regioni il fondamentale ruolo di programmazione territoriale, anche attraverso l’integrazione con risorse regionali e del Fondo Sociale Europeo.

Quanto è forte la pressione che lega aumento degli iscritti e ottenimento di risorse pubbliche?

Non chiediamo queste risorse per aumentare indiscriminatamente corsi e studenti, ma per consolidare la qualità raggiunta, mantenere la selezione all’ingresso e garantire continuità a un modello che ha dimostrato di rispondere efficacemente alle esigenze delle imprese e del mercato del lavoro.

Dopo la stagione straordinaria del Pnrr dobbiamo entrare nella stagione della stabilità: gli Its Academy devono diventare definitivamente, anche dal punto di vista finanziario, una componente ordinaria e strutturale del sistema nazionale dell’istruzione terziaria.

Che segnali d’interesse arrivano in questi mesi dalle imprese?

Unioncamere lancia ormai da oltre due anni un messaggio molto chiaro al Paese: il sistema produttivo italiano esprime un fabbisogno crescente di diplomati Its Academy, particolarmente apprezzati dalle imprese per una preparazione fortemente pratica e laboratoriale, costruita sulle reali esigenze del mondo produttivo e costantemente aggiornata rispetto all’evoluzione tecnologica.

Gli Its Academy rappresentano oggi una delle risposte più efficaci a questa domanda di competenze, grazie alla loro capacità di progettare percorsi flessibili, sviluppati in stretta collaborazione con le aziende e rapidamente adattabili alle trasformazioni del mercato del lavoro.

Le richieste continuano ad arrivare solo dal settore privato?

Le competenze sviluppate negli Its Academy non rappresentano più soltanto una risposta alle esigenze delle imprese, ma stanno diventando una risorsa strategica anche per l’innovazione, la sicurezza e la modernizzazione della pubblica amministrazione, che guarda con crescente interesse alle professionalità formate dagli Its Academy, riconoscendone il valore strategico per accompagnare il processo di innovazione e modernizzazione del Paese.

Qualche esempio?

Ne sono testimonianza le recenti disposizioni introdotte nell’ambito delle misure promosse dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che prevedono per le amministrazioni interessate la possibilità di destinare un’ulteriore quota del 15% al reclutamento di diplomati Its Academy, quando il titolo posseduto sia strettamente coerente con i profili tecnici richiesti.

A questo si aggiungono collaborazioni sempre più significative con importanti articolazioni dello Stato: dalla convenzione quadro nazionale sottoscritta dalla Rete Its Italia con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica – alla collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che ha finanziato 123 borse di studio destinate agli studenti Its dei percorsi di cybersecurity e ha aperto agli studenti degli Its Academy la possibilità di svolgere tirocini curriculari presso l’Agenzia. Sono segnali concreti di un cambiamento importante.

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