Servizi e commercio trainano il lavoro. Ma gli assunti sono in calo

Il report Nel mese di settembre 5.120 contratti evidenziano un meno del 2,7% rispetto a un anno fa. Il 18% delle 13.470 imprese prevede nuovi ingressi

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Como

Per questo mese di settembre, in provincia di Como sono programmati dalle imprese 5.120 nuovi ingressi nel lavoro. Il dato pubblicato dal Sistema informativo Excelsior per Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali evidenzia una contrazione rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le ricerche di personale aperte sul territorio comasco avevano raggiunto quota 5.260.

La riduzione è di 140 unità, pari a un calo percentuale del -2,7%, a conferma di una fase di stabilizzazione rispetto agli aumenti dell’occupazione degli ultimi anni che si manifesta sia a livello locale sia su scala nazionale. Nel confronto a più lungo termine con settembre 2024, quando le opportunità previste erano state 5.800, la flessione risulta ancora più marcata, segnando un ridimensionamento complessivo di 680 persone (-11,7%). A spingere la domanda di lavoro a Como e provincia sono in larga misura i servizi commerciali e turistici e i servizi alla persona, che accentrano la quota maggioritaria delle opportunità disponibili. L’industria assorbe la restante componente per il settore manifatturiero e delle costruzioni, mentre il settore agricolo mantiene una rilevanza marginale nel computo totale dei nuovi contratti previsti.

Sul fronte delle professioni ricercate, le previsioni elaborate per il territorio comasco confermano la prevalenza del comparto commerciale e dei servizi. Tra i profili più richiesti in quest’area spiccano gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione con 790 entrate, seguiti dagli addetti alle vendite (390), dagli addetti alla segreteria e agli affari generali (170) e dalle professioni qualificate nei servizi personali (110). Per quanto riguarda le professioni ad elevata specializzazione, le figure maggiormente cercate sono i docenti di scuola primaria e pre-primaria (280), i tecnici della salute (180), i tecnici dei rapporti con i mercati (110) e i docenti di scuola secondaria e post-secondaria (70). Tra gli operai specializzati si segnalano i conduttori di veicoli (260), gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (130), i meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (110) e gli operai addetti a macchinari dell’industria tessile e delle confezioni (80). Infine, per le professioni non qualificate prevalgono il personale non qualificato nei servizi di pulizia (350), il personale addetto allo spostamento e alla consegna merci (310) e gli addetti ai servizi di custodia di edifici, attrezzature e beni (90).

L’analisi della struttura imprenditoriale provinciale mostra che a Como le imprese con dipendenti sono 13.470, per un bacino complessivo di 141.670 dipendenti. Il 18% di queste aziende prevede di effettuare nuove assunzioni nel corso del mese di settembre. La distribuzione per classe dimensionale vede in testa le piccole imprese tra i 10 e i 49 addetti (34,3%) e le microimprese da 1 a 9 addetti (33,6%), seguite dalle realtà con 250 e oltre addetti (20,6%) e da quelle tra 50 e 249 addetti (11,5%). Nella graduatoria regionale lombarda delle imprese che prevedono entrate, Como quota il 5,1%, posizionandosi dietro Milano (41,2%), Brescia (12,6%), Bergamo (10,2%), Monza e Brianza (7,6%) e Varese (7,1%).

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