Svolta frontalieri: possibile rinvio della tassa sulla salute

Confine La Regione ha chiesto chiarimenti al Mef su tempistiche e applicazione della misura legislativa. Entro fine giugno il vertice Giorgetti- Keller-Sutter

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Como

E’ dal Ticino che è rimbalzata nelle ultime ore la notizia di un possibile - quanto ancora da accertare nel dettaglio - rinvio nella data di applicazione della “tassa sulla salute”, tassa (o contributo) da 120 euro in media su base mensile, destinata ai “vecchi” frontalieri, che ha avuto un effetto dirompente nei rapporti di confine, con il Ticino pronto la prossima settimana a decurtare i ristorni destinati ai Municipi italiani di frontiera. Secondo quanto riportato dal “Corriere del Ticino”, Regione Lombardia attraverso l’assessore per i rapporti con la Confederazione svizzera, Massimo Sertori, ha inoltrato al Mef una “richiesta di chiarimenti rispetto all’applicazione ed alle tempistiche”. Sullo sfondo c’è l’incontro annunciato entro fine mese tra la consigliera federale Karin Keller-Sutter e il nostro ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

E’ stata la stessa consigliera federale a far sapere in una nota che entro la fine giugno - cioè da qui ai prossimi dieci giorni - è previsto un incontro con il ministro Giorgetti, dopo che “Svizzera e Italia hanno avviato un dialogo su alcune questioni fiscali, con particolare attenzione ai temi legati ai lavoratori frontalieri e all’applicazione degli accordi esistenti”. L’urgenza di questa iniziativa istituzionale è data dal fatto che in una sorta di effetto domino il Ticino ha chiesto a Berna delucidazioni sulla “tassa sulla salute” destinata ai “vecchi” frontalieri - che secondo una perizia dell’Università di Friburgo commissionata dal Consiglio di Stato ticinese è incompatibile con i dettami del nuovo accordo fiscale - ed a sua volta ha già fatto sapere che in caso di mancate risposte (dall’Italia) l’unica strada è quella di decurtare i ristorni. Pertanto l’esito (anche) della “tassa sulla salute” dipende da cosa i due ministri concorderanno, ben sapendo che il Ticino è pronto al braccio di ferro istituzionale con Berna, ma anche con Roma (e Milano). Per questo l’assessore Sertori - che ben conosce le dinamiche di confine - ha fatto sapere che “ci sono questioni in ballo” e che “nei prossimi giorni ne sapremo di più”. Al momento per la prima applicazione della “tassa sulla salute” resta confermata la data di settembre, entro la quale sarà attivato un portale dedicato sul sito istituzionale di Regione Lombardia per le prime incombenze del caso, tra cui la dibattuta autocertificazione.

Tutto dunque può ancora accadere. Ora però l’urgenza è capire cosa la prossima settimana deciderà il consiglio di Stato ticinese circa il destino dei ristorni. Per questo il Governo di Berna - che più volte ha dichiarato di non assecondare il Ticino nel blocco o nella decurtazione dei ristorni - ora ha fretta di sedersi al tavolo delle trattative con l’Italia. L’unico modo per far desistere il Ticino dai propri bellicosi intenti è quello di posticipare l’applicazione della “tassa sulla salute” che a tutt’oggi è ancora contenuta in una legge dello Stato e in quanto tale va applicata. Inutile rimarcare nuovamente che i prossimi saranno giorni decisivi nei rapporti di confine.

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