True crime e diritto. Un corso all’Insubria

La proposta Narrazione e comunicazione giuridica. Lezioni e laboratori pratici per creare contenuti

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Dalla pagina scritta al podcast, dalla ricostruzione di un caso alla scrittura di una crime story.

È lungo questa linea che si muove una nuova proposta dell’Università degli Studi dell’Insubria: prende il via il primo corso di alta formazione dedicato a “Crime stories e comunicazione giuridica”, un percorso che prova a mettere attorno allo stesso tavolo diritto, narrazione e nuovi media. L’idea parte da una constatazione ormai evidente: il crimine non viene raccontato soltanto nelle aule di tribunale o sulle pagine della cronaca. È diventato materia narrativa, televisiva e digitale, alimentando libri, serie, podcast e video. Ma trasformare un procedimento, un’indagine o una vicenda giudiziaria in una storia da raccontare significa anche confrontarsi con regole, responsabilità e limiti che non possono essere ignorati. È proprio questo il terreno fertile sul quale si inserisce il corso universitario, coordinato dalla professoressa Paola Biavaschi, direttrice del Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio. L’obiettivo non è soltanto insegnare come si costruisce una storia, ma mostrare che dietro la costruzione di una crime story esiste anche una precisa dimensione giuridica e comunicativa. Il programma tiene insieme aspetti apparentemente lontani. Si parte dai fondamenti del diritto applicati alla narrativa investigativa e dai linguaggi utilizzati nei diversi contesti, per arrivare alle questioni poste dalla comunicazione contemporanea: dall’intelligenza artificiale al diritto d’autore, fino ai confini entro i quali è possibile raccontare fatti e vicende giudiziarie. A fare la differenza è soprattutto la componente pratica. Accanto alle lezioni trovano spazio laboratori dedicati alla scrittura true crime, alla progettazione di podcast e alla produzione di contenuti multimediali. Non soltanto, dunque, la teoria della narrazione criminale, ma il tentativo di capire come una storia cambia quando passa dalla pagina alla voce, dal testo al video, e quali responsabilità accompagnano ogni passaggio.

Il corso, attivo nell’anno accademico 2026/2027 e sviluppato tra ottobre e dicembre, si svolgerà in modalità ibrida e si concluderà con una prova finale, con il riconoscimento di tre Cfu per gli studenti. L’accesso è aperto a chi possiede un diploma di scuola secondaria superiore: una scelta che allarga il pubblico oltre la dimensione strettamente accademica e porta nell’ambiente universitario anche chi si avvicina al genere per interesse personale o professionale. Più che una nuova occasione formativa, la proposta dell’Insubria fa luce così su un particolare fenomeno culturale: il successo del true crime ha creato un nuovo spazio di confine, nel quale raccontare un crimine significa sempre più spesso incrociare ambiti diversi come giornalismo, letteratura, diritto e tecnologia. E proprio in questo incrocio l’università prova a misurarsi con uno dei linguaggi narrativi tra i più presenti nella comunicazione di oggi.

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