«Un’ottima stagione sui livelli del 2025». Leggero calo in città

L’analisi. Leoni traccia un primo bilancio provvisorio. Non si registrano i picchi 2024, complice anche il caldo. «L’aumento delle tariffe ha fatto crescere i fatturati»

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Il primo bilancio provvisorio della stagione turistica sul Lago di Como conferma i livelli del 2025, segnando un percorso di continuità e consolidamento. Non si registrano i volumi record di affluenza toccati nel 2024, Como città ha sofferto un lieve calo di presenze, probabilmente dovuto al caldo di luglio, ma hanno avuto ottimi riscontri gli alberghi dell’Alto Lago, della Val d’Intelvi e dell’area di Porlezza.

La qualità degli investimenti sostiene i fatturati e la tenuta dei ricavi medi per camera ha garantito la solidità economica dell’intero comparto alberghiero. È infatti rimasto alto ed è dato in crescita l’ADR, l’Average Daily Rate, la tariffa media giornaliera che un albergo incassa per ogni camera venduta in un dato periodo.

In un contesto complessivo positivo, l’andamento territoriale mostra quindi delle differenze. Como città registra una lieve flessione, valutata a una prima stima attorno al 5% delle presenze, condizionata da un’estate particolarmente afosa che ha spinto i flussi verso altitudini o sponde più ventilate. Tengono bene l’Alto Lago, la Val d’Intelvi, favorita dalle temperature più fresche e dal tutto esaurito nelle seconde case e negli affitti brevi, e l’area del Porlezzese. Nel centro lago e a Bellagio il trend rimane positivo, salvo rare eccezioni contingenti e legate forse alle dinamiche dei voli internazionali.

«In generale parliamo di un’ottima stagione, sui livelli del 2025 come presenze, anche se non raggiunge i picchi eccezionali del 2024» spiega Luca Leoni, presidente di Federalberghi Como. «Su Como città riscontriamo un leggero calo legato soprattutto al caldo torrido, ma l’aumento dell’ADR permette di compensare le presenze e di chiudere con fatturati spesso perfino in miglioramento».

L’Alto Lago ha mostrato una capacità di recupero importante dopo un avvio incerto, limitato solo dalla contrazione dei gruppi organizzati tedeschi nei mesi di inizio stagione. A Porlezza, condizionata dalle piogge primaverili, le prenotazioni di settembre mostrano un’ottima tenuta, sostenute dall’apertura ai flussi provenienti dagli Stati Uniti per le strutture di fascia alta. Al contrario è possibile che i campeggi abbiano risentito dell’ondata di caldo che ha frenato solo in parte l’arrivo consueto dei flussi di viaggiatori.

Si alza il livello qualitativo

L’elemento che permette di interpretare la stagione 2026 è la strategia, un atto da tempo, che porta a stabilizzare il numero delle presenze continuando ad aumentare i fatturati. La direzione che ha preso l’area del lago e la città di Como è quella di offrire servizi e strutture in grado di intercettare la fascia più alta dei viaggiatori. Il risultato non è una situazione di stallo, ma il frutto di una precisa visione che ha portato gli albergatori e anche il settore extralberghiero a investire in servizi e professionalità per riposizionare l’offerta su una fascia di clientela altospendente. «Chi viene sul Lago di Como cerca un livello di comfort di primo livello. Tutti gli alberghi, di tutte le categorie, nelle nostre zone continuano a fare grandi investimenti nel miglioramento delle loro strutture durante l’inverno. Aumentare le tariffe significa offrire servizi di alto livello. C’è un lavoro enorme sulla professionalità: la redditività del comparto tiene perché la qualità erogata giustifica il prezzo. La vera professionalità premia sempre e garantisce la tenuta sul mercato anche quando la bolla turistica dovesse ridimensionarsi».

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