Vini, ottima annata: raccolta anticipata a causa del caldo e della siccità
La vendemmia nelle province lariane è iniziata con un anticipo record di due settimane. Il quadro fitosanitario e i dati analitici sono eccellenti
Lettura 2 min.Como
La vendemmia 2026 tra i vigneti delle province di Como e Lecco non è più un’ipotesi, ma una realtà concreta e frenetica. I primi grappoli sono già passati dalle viti ai tini e le prime masse di mosto riposano nelle vasche. A fare il punto sull’avvio delle operazioni è Claudia Crippa, storica guida e attuale segretaria del Consorzio vini Igt Terre Lariane. Nato nel 2008, il consorzio riunisce oggi 24 produttori distribuiti tra il Lario e la Brianza, molti dei quali fanno riferimento alla cantina cooperativa per la vinificazione unificata.
La parola d’ordine di questa stagione è senza dubbio l’anticipo. Si assiste infatti a un vero record storico, con i tempi di raccolta bruciati con quindici giorni di anticipo rispetto alla media. Una partenza improvvisa che ha costretto le aziende a uno sforzo organizzativo notevole per farsi trovare pronte. Come racconta la stessa Crippa, non sono mancati disagi e fatiche: i ragazzi impegnati nelle attività di cantina erano partiti per le ferie da pochi giorni e sono dovuti rientrare. Il sacrificio si è rivelato necessario per cogliere l’attimo perfetto e preservare l’equilibrio dei frutti: le prime varietà a essere tagliate sono state le basi per gli spumanti, per le quali è essenziale mantenere una buona acidità e un grado zuccherino contenuto.
Dal punto di vista qualitativo, il quadro che emerge dai primi conferimenti in cantina è eccellente. La stagione estiva, caratterizzata da scarse precipitazioni e temperature elevate, ha portato in dote un’uva straordinariamente sana dal punto di vista fitosanitario, priva di malattie o attacchi parassitari significativi. Il caldo e la siccità hanno fatto soffrire leggermente solo i vigneti più giovani o quelli situati su terreni particolarmente rocciosi e poco profondi, dove in alcuni casi si è reso necessario qualche intervento di irrigazione di soccorso.
Le vigne più adulte, invece, non hanno patito la secchezza: grazie alle radici profonde hanno potuto attingere alle abbondanti riserve idriche accumulate durante un inverno insolitamente piovoso.
I dati analitici del grappolo sono davvero ottimi, senza concentrazioni zuccherine eccessive. Le prime masse si attestano tra i 12,5 e i 13 gradi, mentre l’acidità è a un livello perfetto, ed è stato proprio per evitare che scendesse troppo che si è scelto di intervenire subito con il taglio.
Sulle quantità definitive e sulle rese per ettaro prevale ancora la cautela, anche se il clima generale è di grande fiducia. Con poche masse già entrate in cantina è presto per dare numeri certi, ma la sensazione è che non sarà un’annata da record per i volumi. Gli acini, a causa della scarsità di piogge estive, si presentano meno gonfi e idratati, ma la resa complessiva si annuncia nella norma e ben bilanciata. Per chi non ha subito danni da grandinate o eventi atmosferici estremi, l’annata promette vini di assoluto valore.
L’impatto dei cambiamenti climatici lascia spazio anche a qualche riflessione per il futuro, dato che un anticipo di due settimane rappresenta un dato eccezionale che invita a valutare l’evoluzione della viticoltura locale. Al momento, tuttavia, prevale la soddisfazione per un incasso di materia prima di altissimo livello.
Il ritmo della raccolta resterà ora serrato: tra questa e la prossima settimana entrerà in cantina oltre il 50% di tutta la produzione delle Terre Lariane, offrendo già a fine agosto un’idea chiara sulla qualità dei vini che andranno a riempire le bottiglie del territorio.
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