La piccola città di lago entra nella storia del calcio

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Como

In Champions League. Il Como è in Champions League. Di nuovo: in Champions League. Dalle 22.50 di domenica sera, orario che resta nella storia sportiva del nostro territorio, ripetiamo questa frase. E ancora non ci crediamo. Invece è tutto vero.

Il Como ha giocato il miglior calcio d’Italia ed è arrivato quarto, vincendo 20 partite su 38, battendo due volte la Juventus, lasciandosi alle spalle gli stessi bianconeri e il Milan. Sì, proprio il Como che due anni fa giocava in serie B ed era faticosamente tornato nella massima serie dopo vent’anni di sofferenze.

I meriti? Di una società solidissima e credibile, di un allenatore-fenomeno, della dirigenza, di un gruppo che ha saputo andare oltre l’immaginabile. Certo, ieri il clamoroso tracollo del Milan in casa ha dato un aiuto determinante agli azzurri. Ma possiamo dirlo? Lo meritavano.

La notte tra domenica e lunedì è stata di festa sfrenata e di lacrime, sì, anche di lacrime. Di gioia autentica, di commozione pensando a chi non c’è più e non può festeggiare con noi. Il Como, la “piccola”, quella che tutt’al più poteva ambire a una salvezza tranquilla in serie A, ha messo dietro di sé 16 squadre su 20. E tra pochi mesi se la vedrà con i club più importanti del mondo. Ecco, avremmo potuto riempire questo spazio scrivendo a ripetizione una sola parola: grazie. Certamente la parola che meglio riassume i sentimenti dei tifosi del Como.

Chi scrive questo pezzo appartiene alla categoria. E ora lo grida: grazie!

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