Questo Como è da studiare
L’intervento. Identità, coraggio e una proposta di gioco all’avanguardia: la squadra di Fabregas non stupisce solo in Europa, ma ridefinisce i confini della formazione e del talento
Il Como non smette di stupire. In questa stagione, con il triplice impegno, Campionato, Coppa Italia e Champions League tutti si aspettavano le prime difficoltà ed invece, proprio nella competizione europea i lariani continuano a stupire: dopo l’esordio con vittoria contro il Lipsia per 4-1, l’identico punteggio ottenuto con il Manchester United, la sconfitta rimediata con il Feyenoord nella prima trasferta, ieri gli uomini di Fabregas hanno demolito per 9-1 i francesi del Lens sul loro campo.
«Il Como non è solo espressione di un calcio piacevole ed efficace: è un esempio da osservare e seguire perché educa il talento »
Ciò che va sottolineato è l’identità forte che la famiglia Hartono e il Presidente Suwarso e il Ds Ludi hanno voluto dare alla società Calcio Como 1907. Una programmazione che, dopo aver raggiunto la serie B, è partita dalla scelta di un tecnico all’avanguardia, una struttura scouting funzionale al progetto tecnico (quanti, per fare un nome avrebbero scommesso su Douvikas?), un pubblico fidelizzato e una location meravigliosa, Questi sono gli elementi che hanno permesso a ciò che i tifosi consideravano un sogno, di diventare realtà.
Mi soffermo sulla parte tecnica, sulla proposta di gioco: la voglia di comandare la partita, di avere il pallone tra i piedi, la tanto vituperata costruzione dal basso che attira la pressione avversaria per sviluppare un’azione articolata o che determina una verticalizzazione immediata. Nessuna codifica ma l’interpretazione dello sviluppo del gioco, dello spazio e del tempo. Il coraggio di giocare, di far sì che tutti si sentano protagonisti: un approccio che dovrebbe essere un esempio per tutti coloro che lavorano nei settori giovanili. E sì perché il Como è un esempio da seguire perché richiama l’importanza della collaborazione, stimola la partecipazione attiva di ciascun interprete, incoraggia la proattività attraverso l’abitudine ad avere contezza dell’intorno sia nella fase di possesso che di non possesso palla. Tutte qualità importanti che dovrebbero essere già sviluppate all’interno del Settore giovanile e che qualora non portino il giocatore al professionismo lo aiutano, almeno dal punto di vista attitudinale, ad essere più preparata per entrare nel mondo del lavoro.
Il Como pertanto non è solo espressione di un calcio piacevole ed efficace ma è qualcosa di più: è un esempio da osservare e seguire perché educa il talento creando le condizioni affinchè possa esprimere tutto il suo potenziale.
Tornando alla partita dell’altra sera contro il Lens, a coloro che sostengono che la squadra, con un vantaggio così ampio, avrebbe dovuto rallentare per rispettare l’avversario rispondo che, nel momento in cui non c’è un atteggiamento irridente (e non c’era), il modo migliore per rispettarlo risiede proprio nella volontà di continuare a giocare al massimo. Non dimentichiamo, tra l’altro, che, proprio perché la gara ha continuato ad essere una “partita vera”, due giovani come Liberali e Papaccioli hanno avuto la possibilità di aggiungere un ulteriore step nel loro processo di formazione e crescita.
Sappiamo che chi vince da fastidio, genera invidie e i detrattori della favola del Como stanno aspettando la loro caduta. Personalmente credo che il Como sia una realtà da sostenere, osservare e studiare per il bene di tutto il sistema calcio italiano.
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