«Addio Pietro, sei stato gioia per tutti noi»
Castelmarte Un migliaio di persone ha preso parte ieri al funerale del ragazzo di 22 anni morto sulla Arosio-Canzo. La lettera degli amici: «Per lui la compagnia era tutto, era un terremoto. La nostra vita non sarà mai come prima»
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La mano della mamma Sonia, appoggiata a più riprese sulla bara di legno chiaro adornata da splendidi fiori bianchi. Il pianto degli amici all’uscita della chiesa, incontenibile e incontrollabile.
Sono i momenti che hanno segnato l’ultimo saluto a Pietro Bellotti, il ragazzo di 22 anni morto nel tragico incidente stradale di domenica mattina lungo la provinciale Arosio-Canzo.
Un migliaio di persone ha partecipato al rito funebre celebrato ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Castelmarte, in una delle più imponenti manifestazioni di cordoglio che il paese ricordi. Tantissimi i presenti arrivati non solo da Castelmarte, ma da tutto l’Erbese, per stringersi attorno alla famiglia del giovane.
Già alle 15,30, mezz’ora prima dell’inizio della celebrazione, la chiesa era gremita. Le persone continuavano ad arrivare formando lunghe file all’ingresso, mentre il sagrato era stipato. Con il passare dei minuti le persone hanno raggiunto persino il vicino centro sportivo, dove molti hanno seguito il funerale da lontano.
Auto parcheggiate ovunque e una presenza predominante di giovani: amici, compagni, coetanei e conoscenti di Pietro, un ragazzo che nei suoi 22 anni ha lasciato un segno profondo nella vita di tantissime persone.
L’omelia è stata affidata a don Bassano Pirovano, che ha cercato parole di speranza davanti a un dolore così difficile da comprendere. «Siamo in molti nella casa del Signore e molti anche fuori. Signore, aiutaci a capire e a offrire il dolore che abbiamo nel cuore. Per prima cosa dobbiamo amarci e aiutarci a superare questo momento, stringendoci ai suoi cari. Pietro è stato per tutti un figlio, un amico, una gioia. Ha vissuto intensamente la vita che il Signore gli ha donato».
Il sacerdote ha poi affrontato la domanda che tutti avevano nel cuore. «Perché il Signore ha chiamato Pietro? È una domanda che resta. Il Signore ci dice: io non deludo mai. L’esempio più grande è quello di Maria, il dolore della madre di Gesù davanti alla croce. Da quel dolore è scaturita la salvezza. Facci comprendere il senso della nostra vita». Nel passaggio finale ha rivolto un’immagine alla famiglia: «Vedo il nonno di Pietro andargli incontro e attenderlo in un abbraccio. Coraggio».
Tra i momenti più commoventi della cerimonia c’è stata la lettura della lettera scritta dagli amici. «Non credo possano bastare poche righe per raccontare il rapporto che avevamo con Pietro, ci vorrebbero tre libri. Per lui la compagnia e l’amicizia erano tutto, era un terremoto inarrestabile. La nostra vita non sarà mai come prima. Fratelli per sempre».
A prendere la parola è stato anche Dario Pina, che aveva accompagnato Pietro negli anni dell’oratorio. «Sembrava che nessuno potesse fermarti. Alla notizia dell’incidente per tutti noi è stata una sofferenza immensa. Da lassù prega e consola tutti i tuoi cari».
La celebrazione è stata presieduta da don Bassano Pirovano insieme a don Stefano Dolci, al parroco uscente della Comunità pastorale, don Luigi Giussani, e a quello entrante per Castelmarte, don Silvio Andrian.
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