Alserio, il Punto informazioni turistiche infiamma il dibattito politico
Alserio
Ad Alserio si torna a discutere del futuro del Pit, il punto informazioni turistiche e bar dei Giardini a lago, che, dopo quasi tre anni di chiusura, si prepara a riaprire grazie all’affidamento alla cooperativa sociale “In Cammino” di Cantù. Se da un lato l’amministrazione comunale parla di rilancio e nuova partenza, dall’altro Fabiano Rosa, consigliere di minoranza, torna all’attacco con toni durissimi. Rosa non usa mezzi termini e definisce l’operazione come un «progetto disperazione ultima spiaggia». Secondo il consigliere, la vicenda del Pit «rappresenta l’ennesimo capitolo di una lunga serie di errori amministrativi».
Nel mirino finiscono i progetti degli ultimi anni, le gare andate deserte e la scelta di affidarsi al Terzo Settore per la gestione della struttura. «La realtà è che dopo un decennio di problemi si è arrivati a questa soluzione per disperazione - sostiene Rosa - Il sindaco parla di noleggio biciclette, canoe e rilancio turistico, ma il territorio presenta sentieri in cattive condizioni, boschi abbandonati e manca una vera rete ciclabile». La minoranza punta inoltre il dito contro la gestione precedente del Pit, ricordando come il vecchio concessionario avesse vinto la gara promettendo servizi quali noleggio bici, canoe, lettini e ombrelloni che, secondo Rosa, non sarebbero mai stati realmente attivati. «Per nove anni nessuno ha contestato il mancato rispetto di quegli impegni», accusa il consigliere, che chiede maggiori controlli anche sul nuovo affidamento. Tra le contestazioni figura anche il mancato coinvolgimento di Alserio nel progetto di pista ciclabile promosso dal Comune di Erba. Un’occasione persa, secondo la minoranza, per valorizzare davvero l’area lacustre e i Giardini a lago.
Il sindaco, Stefano Colzani, respinge però tutte le accuse e invita a guardare avanti. «L’affidamento è stato fatto e il Pit riaprirà entro il 30 giugno - replica il primo cittadino - Continuano a parlare di fatti avvenuti quindici anni fa invece di concentrarci sul futuro». Colzani difende la scelta della coprogettazione con il Terzo Settore, che prevede non solo la riapertura del bar, ma anche iniziative ambientali, attività con le scuole, inclusione sociale e servizi turistici come il noleggio di biciclette e imbarcazioni. Il sindaco attacca poi direttamente la minoranza: «Rosa se ne faccia una ragione. Spera che tutto vada male per poterci criticare. Questo atteggiamento non fa il bene del paese. Non merita ulteriori risposte: noi andiamo avanti». La riapertura del Pit, prevista entro la fine di giugno, rappresenterà ora il primo banco di prova per verificare se il nuovo corso riuscirà davvero a trasformare una struttura rimasta a lungo al centro di polemiche, ritardi e scontri politici in un punto di riferimento per il turismo e la valorizzazione del Lago di Alserio.
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