Canzo, chi porta il cognome Paredi si ritrova: quarant’anni di devozione al Santo omonimo
La tradizione Una cinquantina di persone ha partecipato alla tradizionale messa alla cappelletta di Second’Alpe, luogo legato alla nascita di San Miro Paredi, canzese anche lui. Un appuntamento fisso dal 1986
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Si è rinnovata domenica 6 settembre, alla cappelletta di Second’Alpe, la tradizionale messa dedicata alle famiglie Paredi e in ricordo di San Miro, un appuntamento che da quarant’anni rappresenta un momento di ritrovo per uno dei cognomi più diffusi di Canzo e per quanti sono legati alla figura del santo.
Circa cinquanta persone hanno preso parte alla celebrazione, officiata da padre Christoper Gnana Parakasam, nel luogo che la tradizione indica come legato alla nascita e alla giovinezza di San Miro Paredi. Al termine della funzione non è mancato il momento di condivisione e di festa, ormai parte integrante di una ricorrenza che si ripete ogni anno.
Vissuto tra il 1236 e il 1300
La celebrazione è stata dedicata anche «al ricordo di tutte le persone che con amore costruirono questa cappellina nel lontano 1986 in onore del beato Miro», ricordano gli organizzatori. Da allora la tradizione non si è mai interrotta, mantenendo vivo un legame che unisce generazioni di Paredi provenienti da Canzo e da altri territori.
San Miro Paredi, vissuto tra il 1236 e il 1300 circa, è una delle figure più conosciute della storia canzese. Figlio di Erasmo Paredi e Drusiana di Prata Camportaccio, scelse una vita da eremita e pellegrino, diventando nei secoli una figura di grande devozione popolare. Il suo culto conobbe il periodo di maggiore diffusione tra il Cinquecento e il Settecento e ancora oggi è considerato il patrono della pioggia.
Gli organizzatori hanno infine rivolto un ringraziamento particolare a padre Christoper Gnana Parakasam per aver presieduto la celebrazione, che anche quest’anno ha confermato il valore di una tradizione profondamente radicata nella storia e nell’identità di Canzo.
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