«Ci ha minacciato con un coltello». Accuse al mister della Guanzatese durante la partita
Il caso La denuncia dei giocatori della Cdg che sarebbero stati intimiditi. «Una domenica di oratorio macchiata da questo episodio». Gli ospiti: «Non c’erano armi»
Lettura 2 min.Erba
Tanta tensione, presunte minacce e insulti, l’intervento dei carabinieri. Tutto per una partita di calcio di seconda categoria, Cdg Erba-Guanzatese, giocata domenica pomeriggio sul campo dell’oratorio di via Battisti. Il risultato finale è certo (3-2 a favore della Guanzatese), ma stabilire che cosa sia successo in quei 90 minuti è più difficile: le versioni dei protagonisti sono contrastanti e non è chiaro se ci saranno strascichi sul fronte della giustizia sportiva.
Partiamo dai dati certi. La partita è stata molto tesa, e il fatto che i padroni di casa si siano fatti rimontare da 2-0 a 2-3 non ha certo aiutato: in campo, questo è un fatto, sono volate parole grosse. Nel calcio dilettantistico succede spesso, più raro è che al campo sportivo arrivino i carabinieri come è successo domenica: i militari della stazione di Erba sono stati chiamati da un dirigente della Cdg Erba.
Intervento dei carabinieri
I carabinieri hanno parlato con dirigenti e allenatori, poi sono tornati in comando; a quanto risulta, almeno per ora, nessuno dei protagonisti ha presentato querele. Ma cosa è successo? Ieri la Cdg Erba, su una pagina Instagram gestita dai ragazzi, ha scritto che «il calcio deve trasmettere rispetto, passione e valori. Mai paura. Mai violenza. E soprattutto, mai l’idea che certi comportamenti possano essere normali o tollerabili. Abbiamo perso una partita, non i nostri valori».
I giocatori erbesi hanno raccontato di essere stati minacciati ripetutamente dall’allenatore della Guanzatese, Attilio Papis, che avrebbe anche estratto un coltellino in panchina. «Questo è quello che mi hanno assicurato i ragazzi, certo i momenti di tensione in campo non sono mancati. Un nostro dirigente alla fine ha chiesto l’intervento dei carabinieri, che hanno fatto tutte le verifiche del caso» dice Giuseppe Fusi, presidente della Cdg Erba.
«Mi hanno detto che uno dei nostri calciatori è poi andato in caserma dai carabinieri con i propri genitori. Non voglio certo montare un caso, spiace solo che una domenica di oratorio venga macchiata da episodi simili. Che si tratti di insulti o minacce, sono cose che non dovrebbero mai succedere, tanto più sul campo sportivo di un oratorio» dice Fusi.
Nessuna denuncia
I calciatori della Cdg Erba hanno assicurato di aver visto quel coltellino; i carabinieri, in ogni caso, non lo hanno trovato indosso all’allenatore avversario che si è fatto perquisire. Avrebbero trovato solo una chiave retrattile da automobile, che certo non si può considerare un’arma.
A Erba c’era anche Matteo Beduschi, presidente della Guanzatese, che racconta una storia diversa. «Io e altri sostenitori abbiamo visto solo delle discussioni al termine di un match sicuramente tosto dal punto di vista atletico ed energetico» racconta.
«Ma non abbiamo visto nulla di quello che viene raccontato: mi risulta che i carabinieri siano andati via in una situazione di totale tranquillità, senza che ci fosse la presenza di coltellini o altre cose».Quanto al clima che si è generato, prosegue Beduschi, «i miei giocatori sostengono di aver ricevuto minacce da parte degli erbesi per tutta la partita, con frasi irripetibili che non sto qui a raccontarle». A sentire il presidente della Guanzatese, insomma, le vittime degli insulti sarebbero state proprio i suoi ragazzi.
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