Donna annegata in piscina a Buccinigo: ora il nuovo sopralluogo nella casa
Erba Altri accertamenti nella villa dove è morta Patrizia Monteleone. In base ai riscontri era impossibile che potesse raggiungere da sola la piscina
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I carabinieri della Compagnia di Como, con gli uomini dell’Operativo e dell’Investigativo, sono tornati ieri mattina per qualche ora nella villetta di Buccinigo che è sotto sequestro dal giorno del ritrovamento di Patrizia Monteleone, 64 anni, trovata morta immersa nella piscina della casa.
È il secondo sopralluogo che viene effettuato dopo quello dei giorni scorsi che aveva portato – alla presenza del pubblico ministero titolare del fascicolo – a ricostruire la dinamica dello spostamento della carrozzina usata dalla donna dalla camera da letto fino al bordo della piscina dove poi era stata recuperata.
Verosimile che nella giornata di ieri, i carabinieri abbiano voluto approfondire ulteriormente qualche aspetto di questa ricostruzione che in precedenza era emerso, limare qualche dettaglio, nell’ambito di una indagine che prosegue con le bocche più serrate che mai. La permanenza nella villetta è durata meno rispetto alla prima occasione, quando erano stati fatti intervenire anche i vigili del fuoco per piazzare teli a protezione dei lavori.
Segno questo che il sopralluogo di ieri era già previsto come più veloce, essendo meno le cose da verificare sia all’interno sia all’esterno della villetta.
Il convincimento che è emerso in queste settimane di lavori, dopo il ritrovamento del corpo che risale a domenica 27 settembre, è che Patrizia non potesse arrivare a bordo piscina da sola. La donna aveva tutta la parte sinistra del corpo paralizzata, per questo motivo spostarsi con la carrozzina (non elettrica) non era affatto facile. Ancora di più in considerazione di una serie di barriere architettoniche presenti nella casa, con difficoltà evidenti anche solo ad aprire la portafinestra che permetteva l’accesso al giardino e alla piscina.
Giardino che non era completamente piastrellato e che dunque, con il peso di 80 chili della vittima, avrebbe comportato anche un presumibile affondamento delle ruote della carrozzina nell’erba, rendendo ancora più difficile avanzare se non spinta.
L’allarme era stato lanciato dall’ex marito, che aveva detto di essere uscito di casa tra le 8 e le 8.30 della mattina (con la donna ancora a letto), rientrando poi alle 12. La chiamata al figlio, dopo la scoperta del corpo della vittima, era stata fatta solo pochi minuti dopo le 12. La villetta, dopo la tragedia, era stata subito posta sotto sequestro e ancora permangono i sigilli. Nel frattempo tuttavia, dopo aver ascoltato tutti i testimoni, i parenti, i vicini di casa, proseguono anche i rilievi sul campo.
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