Erba avrà una nuova casa di riposo. Firmata la convenzione per Villa Biffi

Servizi. Volge al termine il progetto iniziato nel 1998, accordo sul completamento dei lavori. Tanti fin qui gli intoppi burocratici, la struttura ospiterà 80 anziani autosufficienti e non

Lettura 1 min.

Luca Meneghel

Sul territorio erbese crescono le liste d’attesa per accedere alle Rsa, mentre in città si attende l’apertura di una nuova casa di riposo attesa dal 1998. La scorsa settimana, il Comune di Erba e la società Nuova Villa Biffi hanno firmato davanti al notaio la convenzione che porterà al completamento dei lavori e all’apertura della struttura in località Morchiuso, con affaccio sul lago di Pusiano. La ricerca dei gestori è in corso.

Il cantiere di Villa Biffi si trascina da oltre 25 anni. Il piano di recupero della villa, destinata a trasformarsi in casa di riposo, venne approvato dal Comune di Erba il 29 ottobre 1998: da allora è successo di tutto, tra ritardi e intoppi burocratici.

La scorsa primavera, la società proprietaria dell’immobile - che fa capo all’imprenditore campano Gaetano De Rosa - ha trovato l’accordo con la giunta del sindaco Mauro Caprani per sbloccare gli ultimi interventi. Sono passati altri due mesi prima di arrivare alla firma della convenzione davanti al notaio: l’accordo è stato siglato il 13 luglio, ora la strada è tutta in discesa.

Come previsto dall’accordo con il Comune, la proprietà allargherà la parte a monte di via Biffi, realizzerà un marciapiede, l’impianto di smaltimento delle acque e di illuminazione; doterà inoltre di un impianto di videosorveglianza il lavatoio di Morchiuso. Potrà poi completare i lavori che interessano l’ottocentesca Villa Biffi e il villino, oltre a un nuovo edificio.

La struttura, stando almeno ai progetti originari, potrà ospitare circa ottanta anziani autosufficienti e non. Avranno a disposizione numerosi servizi, assistenza medica, infermieristica e riabilitativa, in ambienti confortevoli e signorili. De Rosa avrebbe voluto gestire direttamente la casa di riposo, ma a trent’anni di distanza dal primo progetto - come ha raccontato in primavera a La Provincia - ha deciso di cercare altre società interessate alla gestione.

Quel che è certo è che di Rsa c’è un gran bisogno. La popolazione invecchia, la vita media si allunga e i posti disponibili nelle strutture sono insufficienti. Gli ultimi dati pubblicati da Ats Insubria, aggiornati al 31 maggio 2026, certificano 1.783 anziani in lista d’attesa per accedere alle dieci strutture del territorio erbese.

In cima alla classifica c’è sempre l’Opera Pia Roscio di Albavilla, con 717 richieste, seguita dalla Ida Parravicini di Persia di Albese con Cassano (368) e dall’erbese Ca’ Prina, con 328 richieste. L’unica Rsa senza liste d’attesa è la Residenza San Giovanni di Asso; le attese sono limitate a Villa Dossel di Caglio (10) e alla Croce di Malta di Canzo (13).

Nel giro di un mese, dal 30 aprile al 30 maggio, il numero degli anziani in attesa è cresciuto di 103 unità (da 1.680 a 1.783 persone).

© RIPRODUZIONE RISERVATA