Gli “inascoltati” di Minonzio
Dialogo sulla vita con Magni
Il direttore ha presentato il suo romanzo alla libreria Colombre con il decano dei giornalisti erbesi
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Appassionati di letteratura e giornalismo si sono ritrovati ieri alla libreria Colombre per la presentazione del romanzo “Gli inascoltati” di Diego Minonzio. Il libro, esordio narrativo del direttore de La Provincia, è stato pubblicato a giugno da Polidoro Editore. Minonzio ha dialogato con lo storico cronista erbese Emilio Magni, autore a sua volta di numerosi libri.
«Per il cronista è facile scrivere, basta raccontare quello che vedi. Ma trasmettere pensieri reconditi e personali è molto più complicato: Minonzio ne “Gli inascoltati” lo ha fatto con una scrittura e una proprietà di linguaggio davvero ammirevoli» ha detto Magni. «Allo stesso tempo mi tocca difendere la categoria dei giornalisti, che da questo romanzo esce un po’ bistrattata». Il romanzo è ambientato nella redazione di un giornale, popolata da personaggi che rispecchiano vizi e difetti di ognuno di noi. Il nuovo direttore, protagonista del racconto, si insedia mentre sta per “esplodere” una notizia importantissima, ma lui sa che quella notizia non cambierà nulla: a segnare la vita degli esseri umani sono episodi minimi, spesso legati all’infanzia, e non i grandi avvenimenti mondiali.
«Non è certo un attacco al mondo del giornalismo: i personaggi sono delle maschere grottesche, anche divertenti» ha detto Minonzio. «Avremmo potuto parlare di avvocati, commercialisti, notai, del mondo dell’editoria, di qualsiasi settore: le miserie degli esseri umani restano le stesse».
L’idea, ha detto l’autore, è nata nel settembre 2001: dieci giorni dopo il crollo delle torri gemelle, stando all’auditel, gli italiani preferivano già le partite di calcio e i film comici ai programmi di approfondimento.
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