Il nuovo caso di Erba: ecco perché la vittima non poteva raggiungere la piscina in autonomia
L’inchiesta Gli inquirenti: troppi ostacoli da superare, non c’è altra ipotesi se non l’omicidio. E gli elementi portano all’ex: la sedia fradicia, la cucina riordinata, gli abiti bagnati
Erba.
Che sia stato l’ex marito o un estraneo sarà una faccenda da chiarire in Tribunale. Ma sul fatto che Patrizia Monteleone non potesse in alcun modo far da sola, sembra fin d’ora esserci pochi dubbi. Troppi ostacoli da superare, per una donna non solo costretta sulla sedia a rotelle, ma che aveva tutto il lato destro del corpo paralizzato.
La Procura di Como, oltre ad aver eseguito un sopralluogo simulando gli spostamenti che la vittima avrebbe dovuto fare per raggiungere il bordo della piscina e buttarsi, ha affidato a un esperto l’incarico di effettuare una perizia tecnica. In attesa dell’esito, sono emersi così tanti dubbi sull’ipotesi del suicidio da farlo ritenere impossibile. E questo a fronte delle risposte a una serie di domande che aiutano a comporre un quadro d’insieme sulle azioni che la vittima avrebbe dovuto compiere da sola quella mattina.
Poteva alzarsi dal letto?
Sì, Patrizia era in grado di alzarsi autonomamente e, seppur con qualche difficoltà, di mettersi sulla propria sedia a rotelle. Lo ha confermato anche la figlia Eleonora: «Prendeva le scarpe, se le metteva e riusciva da sola a sedersi sulla carrozzina facendo leva sul braccio destro». Quando i famigliari sono usciti, lei era sotto le coperte. Ma il suo letto era al pian terreno e quindi, sotto questo punto di vista, la donna poteva potenzialmente muoversi a livello giardino.
Poteva uscire in giardino?
No, non sarebbe stata in grado di oltrepassare la porta finestra. A dirlo sono le misure degli ostacoli che si sarebbe trovata di fronte. La finestra del pian terreno ha due ante. Aprendone una non ci sarebbe stato spazio sufficiente per passare: la carrozzina era infatti larga 61 cm, l’anta della porta finestra mento di 55.
Poteva aprire l’altra anta?
No, impossibile. Infatti per poterlo fare bisogna sbloccare un fermo posizionato a oltre due metri e dieci centimetri da terra. Solo una persona in piedi sarebbe riuscita a sbloccarlo, e la vittima non poteva alzarsi. Anche qualora fosse stata in grado, per uscire vi erano comunque altri ostacoli come la soglia della finestra e il gradino.
Poteva superare il gradino?
Quasi impossibile. Prima di arrivare sul prato ci sono due balzelli: la soglia della finestra alta 2 centimetri e un gradino di 3. Potenzialmente andando all’indietro con la carrozzina, quindi salendo sugli ostacoli prima con le ruote più grandi, una persona sarebbe anche riuscita a farcela, ma l’emiparesi sinistra di Patrizia Monteleone rendeva tutto più complicato potendo spingersi solo con un piede e con una mano e solo in una direzione.
Poteva spostarsi sul prato?
Potenzialmente sì, anche per questo motivo il consulente della Procura ha ricevuto tra i vari incarichi quello di valutare le tracce trovate in giardino.
Poteva gettarsi in piscina?
Difficile. Innanzitutto perché prima di arrivare sul bordo c’è un cordolo di 30 centimetri da superare. E poi perché la sedia a rotelle è stata trovata rovesciata in avanti. In base al tipo di disabilità della donna, era più facile per lei rovesciare la sedia lateralmente spingendosi con il lato destro del corpo, piuttosto che frontalmente.
Impossibile che una persona nelle condizioni di Patrizia Monteleone potesse arrivare da dentro casa fino alla piscina e buttarsi nell’acqua. Secondo i Carabinieri del Nucleo investigativo e il pubblico ministero Alessandra Bellù la scena trovata dai soccorritori altro non è che una messinscena fatta male. Il solo che avrebbe avuto interesse a far passare un delitto per una tragedia o un suicidio, sarebbe l’ex marito.
Gli altri indizi
Innanzitutto: la sedia a rotelle era fuori dall’acqua ma fradicia. Chi mai, se non una persona che voleva simulare un incidente o un gesto volontario, si sarebbe preso la briga di tirar fuori dall’acqua la carrozzina e piazzarla ribaltata vicino al bordo della piscina?
Patrizia muoveva solo il piede destro e risulta quantomeno curioso che, per aiutarsi a spostarsi più agevolmente, abbia deciso di non indossare proprio la scarpa più utile
Nella vasca o vicino ad essa sono state trovate due scarpe: una incastrata nel filtro sul fondo e l’altra sul prato. Peccato che entrambe sono scarpe per un piede sinistro, e nessuna per il destro. Patrizia muoveva solo il piede destro e risulta quantomeno curioso che, per aiutarsi a spostarsi più agevolmente, abbia deciso di non indossare proprio la scarpa più utile.
Nella lavatrice sono stati trovati i vestiti zuppi d’acqua di Carmine Civitillo. Lui in piscina non ci sarebbe mai entrato, nella sua versione: quando la compagna del figlio gli ha detto di aiutarli a soccorrere la ex, lui si è rifiutato. La sola spiegazione? Gli abiti li aveva bagnati prima, quando avrebbe ucciso l’ex moglie. Infine: la mattina la cucina era in disordine. All’arrivo dei soccorsi qualcuno l’aveva riordinata. Ma se Civitillo è rientrato, come ha detto lui, solo a mezzogiorno quando ha trovato Patrizia in acqua, chi mai ha messo in ordine prima? E perché?
P.Mor.
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