Il viaggio di Alberto, dalla Bocconi ai vertici di Rotschild

Generazioni in viaggio Determinazione, apertura mentale e un po’ di audacia: «Cercavo un contesto internazionale. Dove non sei mai trattato da stagista»

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Determinazione, apertura mentale e un pizzico di sana audacia. Sono questi gli ingredienti fondamentali che hanno accompagnato il percorso di Alberto Rigamonti, 31 anni. Nato a Erba e cresciuto a Lambrugo, dopo il liceo linguistico a Carate Brianza e una solida laurea alla Bocconi, Alberto ha scelto la Svizzera per consolidare il proprio futuro professionale nel settore finanziario, arrivando a ricoprire un ruolo di responsabilità all’interno della banca Rothschild a Zurigo. La sua è una storia fatta di scelte precise, grande capacità di adattamento e una vocazione internazionale coltivata fin da giovanissimo.

«Ho iniziato con la laurea triennale in Economia e Finanza in Bocconi a Milano - raccontana -. Ho sempre subito il fascino dell’estero quindi ho deciso di fare un programma che si chiamava Summer Exchange, della durata di un mese: sono stato a Shanghai, in Cina. Un’esperienza davvero bellissima: non si trattava solo di lezioni d’aula, ma di un percorso completo in cui abbiamo visitato diverse aziende italiane operanti nel mercato cinese, tra seminari dedicati e approfondimenti sulla gestione d’impresa».

Tuttavia, il legame con l’estero e la passione per le lingue affondano le radici ancora più indietro nel tempo. «Durante il terzo anno di liceo linguistico a Carate, sono andato con altri quattro ragazzi a fare uno stage a Francoforte. Ho lavorato un mese lì, catapultato all’improvviso in una dimensione lavorativa dove si parlava esclusivamente tedesco per tutto il giorno. All’inizio è stato difficile e intenso, ma sono proprio queste esperienze sul campo che aiutano tantissimo a maturare, sia a livello linguistico che personale».

Dopo aver concluso la triennale a Milano, arriva il primo vero snodo strategico verso la Svizzera. «Dopo la Bocconi ho scelto di fare un master in Banking and Finance all’Università della Svizzera Italiana a Lugano. Visto le bellissime esperienze che sono riuscito a fare all’estero volevo un contesto più internazionale. Durante gli studi a Lugano ho fatto un semestre di scambio all’Università di San Gallo e, allo stesso tempo, un summer internship a Zurigo della durata di tre mesi. Lì ho avuto un’esposizione parecchio interessante a un ambiente di lavoro molto dinamico e stimolante. In più avevo il grande vantaggio di parlare correntemente sia l’inglese che il tedesco».

La svolta decisiva arriva nel febbraio del 2020, proprio alla conclusione del master magistrale. «Avendo svolto il summer internship in una banca a Zurigo, sono riuscito a ottenere un posto in un programma strutturato che chiamano Career Start. Si tratta di un anno e mezzo di formazione specifico per laureati, ma con un contratto che nasce già a tempo indeterminato con finalità di inserimento. Inizi in una determinata divisione e poi fai rotazioni in altri dipartimenti per conoscere l’azienda a 360 gradi».

Uscire dall’università con un contratto a tempo indeterminato già in mano rappresenta una rarità ma il destino ha aggiunto una sfida del tutto inaspettata.

«All’inizio di marzo 2020 mi sono trasferito proprio mentre scoppiava la pandemia da Covid-19. Mi hanno avvisato: “Il tuo contratto parte il primo aprile, ma devi venire il prima possibile perché si rischia la chiusura delle frontiere”. Ho dovuto organizzare l’intero trasferimento nel giro di una settimana. È stato un impatto duro all’inizio, dover imparare cose nuove e complesse lavorando solo da remoto in una città nuova e lontano dagli affetti».

Superate le complessità iniziali legate al lockdown, Zurigo è diventata a tutti gli effetti la sua dimensione ideale. «Qui i giovani vengono veramente valorizzati. Chi inizia a lavorare qui viene subito responsabilizzato e messo sullo stesso piano degli altri, non viene trattato da eterno stagista. Se i responsabili vedono che hai voglia di fare e hai potenziale, ti supportano e ti spronano tanto».

Oggi Alberto lavora con soddisfazione per la banca Rothschild e ha trovato in terra elvetica un equilibrio perfetto anche al di fuori dell’orario di ufficio. «A me piace moltissimo fare sport, vivere la montagna, andare in bicicletta nei fine settimana. Per lo stile di vita che ho io, questo è davvero il paese perfetto. Senza contare che sono a sole tre ore di macchina da casa, il che mi permette di tornare a trovare famiglia e amici senza doversi stressare con l’organizzazione dei viaggi».

Infine, un consiglio per chi si trova davanti al dubbio se fare il grande salto: «Bisogna buttarsi e provare un’esperienza all’estero, espande gli orizzonti personali e professionali. Se poi ci si rende conto che non fa per sé si può sempre tornare indietro, ma è un’opportunità formativa che ti cambia per sempre la prospettiva sul mondo».

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